• Un mattino di gioia

    Un mattino di gioia

    Quando Jeeves si mette in testa qualcosa è impossibile distoglierlo dai propri propositi. E se ha deciso di andare in vacanza a Steeple Bumpleigh per dedicarsi alla pesca, Bertie Wooster potrà opporsi quanto vuole ma alla fine, per quanto tremi all’idea di passare anche solo una notte nel villaggio dell’odiosa zia Agatha, ci si ritroverà lo stesso. E nella peggiore delle situazioni. Tra i presenti ci sono infatti Florence Craye, con la quale Bertie era stato un tempo fidanzato, e il suo nuovo promesso sposo, «Stilton» Cheesewright, che considera Bertie un rivale in amore. E poi l’insopportabile Edwin, l’adolescente boyscout, che pur con le migliori intenzioni combina catastrofi a non finire. Tutti i presentimenti di Bertie si rivelano fondati. Nel tentativo di oliare gli ingranaggi della famiglia, di favorire il corso del vero amore e di evitare le conseguenze di una vendetta, finisce per diventare la preda di chiunque gli capiti a tiro. La sola speranza, neanche a dirlo, è sempre Jeeves, l’unico in grado, dopo una notte buia e tempestosa, di far brillare il sole al mattino. Interrotto nel maggio del 1940 durante l’occupazione nazista della Francia e terminato nel 1943 dopo una lunga prigionia, e’ l’esempio perfetto della leggerezza di P.G. Wodehouse, una vera e propria rassegna delle sue situazioni comiche predilette.

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  • Monsieur le comte e l'arte di uccidere

    Monsieur le comte e l’arte di uccidere

    C’è chi sogna una vita tra castelli e titoli nobiliari, e chi invece ha scelto una vita diversa da quella che il suo cognome avrebbe potuto offrirgli. Lucien de Chacarasse vive sulla Costa Azzurra, ma lontano dallo sfarzo: ha trovato la felicità in un piccolo ristorante affacciato sul mare, il P’tit Bouchon, circondato da buon cibo, ottimo vino e amicizie sincere, lontano dalle aspettative della sua aristocratica famiglia. Poi arriva la telefonata che cambia tutto. Suo padre è stato gravemente ferito, in circostanze che nessuno riesce a spiegare, e lo vuole al suo capezzale. Nella penombra di Villa Béatitude, prima di morire, il conte rinnova a Lucien una richiesta che lui non ha mai voluto accettare, ma da cui ora non può scappare: portare avanti una tradizione di famiglia che attraversa secoli di storia, da Napoleone ai Borboni, fino ai Medici. Perché i conti de Chacarasse, da generazioni, custodiscono un mestiere tutt’altro che nobile: uccidere, su commissione, con il sangue freddo che si tramanda di padre in figlio. Lucien per anni ha cercato di stare lontano da tutto questo, ma ora che il padre non c’è più, è rimasto l’unico depositario di quella tradizione. E lui, che ama la vita più di qualsiasi altra cosa, come può immaginare di doverla togliere a qualcun altro? Con “Monsieur le comte e l’arte di uccidere”, Pierre Martin inaugura una nuova serie che mescola giallo e commedia con un’eleganza tutta francese.

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