• Miraculum. Magia dell'impossibile

    Miraculum. Magia dell’impossibile

    Quante avversità una persona può sopportare nella vita? Dicono che le disgrazie non vengono mai sole. Sandra, la protagonista, si sente perseguitata dalla malasorte. Ha perso la fede e l’affligge una profonda sensazione d’impotenza che la porta ad ammalarsi gravemente. Una notte fa un sogno e al mattino cerca di interpretarlo. Convinta di aver ricevuto in sogno la soluzione dei suoi problemi, decide di reagire, si scuote e torna in lei una ritrovata forza d’animo che le fa superare la malattia. Da quel momento inizia un percorso incredibile. A differenza del marito, che coltiva una fede incrollabile in Dio, lei si sente tradita e si convince che sia tutto una menzogna. Decide allora di mettere alla prova la fede altrui. Quanti ingenui fedeli sono pronti a credere alle statuette piangenti sangue? La Beata Vergine è al centro di questo racconto, non Lei direttamente, ma la falsa rappresentazione che Sandra ne farà generando una tra le più grandi aspettative religiose della storia. Lo sviluppo della vicenda è assolutamente imprevedibile e Sandra ne sarà travolta trovandosi anch’essa vittima del suo stesso inganno.

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  • La ragazza alla pari

    La ragazza alla pari

    1996. Hidden Grove, Londra. Un imponente cancello nero si apre su cinque eleganti ville in mattoni rossi, auto costose e giardini pettinati. Emmylou, diciassette anni, è riuscita finalmente a lasciare la Bretagna, le ristrettezze della sua famiglia, dell’appartamento angusto dove la sua collera di adolescente sbatteva contro le pareti. E il cielo perennemente plumbeo che sporcava tutto, rendeva faticoso anche sognare. Eppure, Emmylou ce l’ha fatta, è lì per imparare un’altra lingua e provare a costruirsi un futuro. Oltre quel cancello nero, ad accogliere la ragazza alla pari ci sono i White, i volti sorridenti, le camicie stirate bene, una famiglia da cartolina, una casa che è quasi un castello. Il padre James, la madre Monica, il figlio Lewis di dieci anni, che, poggiato a una stampella, tiene per mano il piccolo Simon. Emmylou è emozionata da quello che vede e si presenta con le parole che non ha fatto che ripetere durante il viaggio in treno: «I am Emmylou, nice to meet you». C’è qualcosa, però, dietro quello sfavillio, che prende forma giorno per giorno, qualcosa di strisciante che continua a sfuggirle: le preghiere sussurrate dietro porte chiuse, il pianto silenzioso attraverso le pareti, gli incubi notturni tanto nitidi da sembrare ricordi. E poi c’è l’andatura sempre più pesante di Lewis, forse sintomo di una malattia di cui nessuno parla. Emmylou decide di ignorare l’inquietudine che si insinua nelle sue giornate, le ombre che si allungano su quella famiglia così diversa dalla sua, e quindi perfetta: è felice di aver trovato i White. Non sa che sono i White ad aver trovato lei.

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