• Hijra

    Hijra

    Troppo pakistano per gli italiani, troppo italiano per i pakistani, un apolide involontario, senza un paese che lo accolga e senza una famiglia che lo riconosca, perché Saif è omosessuale, o come dice il padre, un hijra, un mezzo uomo da virilizzare a forza di botte. Come si conquista il diritto a definirsi in autonomia quando tutto ciò che ti riguarda sono etichette di altri? Come si disegna l’identità all’interno di un universo oppositivo? Un ragazzo in bilico tra due culture, ostaggio di un doppio pregiudizio, determinato a decidere da sé sui propri desideri, sulla propria identità e sulla propria appartenenza.

    16,50
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  • Il giovane Mungo

    Il giovane Mungo

    Nati sotto stelle diverse, il protestante Mungo Hamilton e il cattolico James Jamieson vivono in un mondo iper-mascolinizzato nella Glasgow dei primi anni Novanta. Per essere considerati veri uomini, i due ragazzi dovrebbero essere nemici giurati, eppure diventano prima migliori amici e poi si innamorano, si aggrappano l’uno all’altro scoprendo la tenerezza e sognano di fuggire da quella città grigia e inospitale. Con un devastante atto di tradimento, però, la madre di Mungo lo manda negli altipiani della Scozia occidentale per fare di lui «un uomo». Perso nell’entroterra e sotto il controllo di due strani individui dietro i cui scherzi da ubriachi si nascondono violenza e ambiguità, Mungo affronta un’esperienza che non potrà mai dimenticare e deve fare appello a tutta la sua forza interiore e al suo coraggio per riuscire a tornare in un luogo dove lui e James possano ancora avere un futuro. Arricchendo di lirismo la vita quotidiana dei suoi personaggi, Douglas Stuart disegna un ritratto di figli senza padre, racconta il miracolo del primo amore in una storia avvincente e rivelatrice sul significato della mascolinità, sulla violenza che tocca molte persone queer e sui pericoli dell’amare qualcuno.

    15,00
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  • La cattiva abitudine

    La cattiva abitudine

    Non è facile abitare il corpo sbagliato. Nascere maschio e sentirsi femmina. Soprattutto se sei nata e cresciuta negli anni Ottanta, nel quartiere operaio di San Blas, alla periferia di Madrid: un luogo devastato da eroina, miseria e violenza. La protagonista di questo romanzo capisce fin da piccola che l’universo degli uomini non le appartiene: spinta dalla società verso i loro codici e comportamenti, da cui si sente ogni volta più estranea, è invece attratta irrimediabilmente dal mondo delle donne e alla loro comunità sogna segretamente di appartenere, mentre, chiusa nel bagno, prova di nascosto trucchi e vestiti, schiacciata dalla paura e dall’incapacità di accettarsi. Per lei, ragazza trans in un mondo che non sembra nemmeno capace di immaginare altri modi di vivere la propria identità, l’unico rifugio diventano una serie di personaggi sghembi ed emarginati, soli come lei, ma disperatamente veri. C’è María la Parrucca, dai capelli sintetici e il trucco irregolare, che tutti temono come fosse una strega ma che, a sorpresa, la avvicina e, con calma severa, le insegna a non balbettare; Margarita, la prima donna trans in cui si riconosce, vestaglia rosa, pantofole e il volto devastato dal silicone; Eugenia la Moretta, un groviglio di tenerezza e cicatrici al posto del cuore, che lavora come prostituta indossando stivali rattoppati qua e là con il nastro adesivo. E, sullo sfondo, Madrid: le strade da percorrere al buio, nella notte, e i bar di Chueca, dove incontrare chi non ha paura della propria diversità. Accompagnata da queste donne fuori dal comune, che la affiancano nella sua personale odissea, si mette in viaggio alla ricerca della propria identità, per combattere la paura e la violenza che la minacciano a ogni passo e imparare a esistere seguendo i propri desideri, a testa alta. Un esordio dalle atmosfere almodovariane, un romanzo di formazione crudo e feroce, ma anche poetico, dove gli estremi si incontrano per mostrarci come sopravvivere a una società che non accetta il diverso; una voce trasportata dalla bellezza e dalla rabbia, che insegna a guardare il mondo con occhi nuovi.

    18,50
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  • Di taglio in taglio

    Di taglio in taglio

    Adam è un camionista che viaggia nel sud del Texas. Ha una famiglia, un bambino che ama follemente. Ma non è quella di famiglia, la vita che fa per lui. Ha cercato di essere come suo padre e come sua moglie l’avrebbero voluto. Ha fatto di tutto, non ci è riuscito. Prima di operarsi, di cambiare sesso e di diventare Amanda, Adam viaggerà attraverso prigioni e narcotraffico, amori tossici e combattimenti clandestini corpo a corpo davanti a scommettitori assetati di morte, viaggerà attraverso violenze di ogni genere. Lo inseguiranno, lo massacreranno, lo stupreranno, gli porteranno via suo figlio e lui non smetterà mai di cercarlo. Finché non lo troverà. Ma sarà troppo tardi.

    19,00
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  • Colpo su colpo

    Colpo su colpo

    Una volante pattuglia le strade di Genova. Mentre un fiume di vestiti colorati, bandiere arcobaleno e cartelli sui diritti dell’amore scorre nel centro della città, Paolo Pastorino – quarantasei anni e la divisa da sempre – cerca con gli occhi sua figlia. Se lei lo vedesse lì, dall’altra parte della barricata, andrebbe su tutte le furie. Giada ha sedici anni e ha appena trovato il coraggio di dirgli che le piacciono le ragazze. Ma non che a scuola viene bullizzata. Con una madre troppo occupata nel lavoro e un padre che sta affrontando una crisi di coppia senza fine, Giada sembra in pace con se stessa solo in palestra, dove il maestro De Roma – un ex savateur dai trascorsi drammatici e un passato poco limpido – la prepara al suo primo combattimento. Tra duri allenamenti e racconti sui grandi campioni del ring, solo a lui questa esile ragazzina insieme durissima e fragile rivelerà il segreto più inconfessabile: cosa è successo nel bagno della scuola. E solo lui potrà cercare di aiutarla ricordandole che la vendetta non è mai la soluzione. Perché se lo sport è la migliore cura, riuscire ad accettare se stessi rappresenta la vera vittoria. Ma presto, per i due, arriverà, imprevedibile, il momento di separarsi. E Giada, ancora una volta, sarà costretta a fare i conti con il mondo degli adulti.

    19,50
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  • Afterlove

    Afterlove

    Se c’è una cosa che ho imparato è che in quel momento, quando tutti gli anni che pensavi di avere davanti si dissolvono in pochi secondi, il perché non ha importanza. Ciò che ha importanza è chi ti lasci alle spalle… Quando Ashana Persaud incontra Poppy Morgan è amore a prima vista. Finora Ash non ha mai avuto molta fortuna con le ragazze, ma con Poppy tutto è magnificamente diverso: ogni volta che stanno insieme ha la sensazione che il cuore possa esploderle nel petto da un momento all’altro, ogni pulsazione è uno sparo. Poppy la vede, la vede davvero, e la fa sentire al centro esatto di una tela cosmica infinita, proprio lei che non si è mai sentita al centro di nulla ma, piuttosto, una comparsa nella storia di qualcun altro. Di appuntamento in appuntamento, nei vivaci pub di Brighton o sulla riva dell’oceano, le due si avvicinano sempre di più, si scambiano pensieri, speranze e presto iniziano a fare progetti per il loro futuro insieme. Finché qualcosa di inaspettato e drammatico si frappone tra loro. Ma una storia d’amore come quella di Ash e Poppy non può finire, perché è talmente immensa da sfidare ogni regola. Della vita… e, chissà, forse anche della morte.

    19,00
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  • Un'estate col fazzoletto da pionieri

    Un’estate col fazzoletto da pionieri

    È L’ESTATE DEL 1986 – una delle ultime per la gloriosa Unione Sovietica – quando Jura, sedici anni, arriva alla colonia per pionieri della Rondine. Ancora non sa che quelle settimane passate a giocare e nuotare nel fiume lo cambieranno per sempre. Non sa che, per la prima volta in vita sua, sta per innamorarsi: Volodja è l’educatore del suo reparto, di pochi anni più grande, e ricambia il sentimento di Jura. I due ragazzi scoprono nuove emozioni ed esplorano la propria sessualità, ma non osano portare avanti il rapporto: nell’Urss dal «radioso avvenire» infatti, le relazioni omosessuali sono punite con il carcere. Jura e Volodja decidono quindi di seppellire, letteralmente, il loro amore, affidandone il ricordo a una capsula del tempo che interrano nel suolo del campeggio prima di separarsi. Vent’anni dopo molte cose sono cambiate nella vita di Jura: il regime comunista è caduto, lui se ne è andato a vivere in Germania, ma non ha mai dimenticato quell’estate passata con il fazzoletto da pioniere al collo. Non ha mai dimenticato Volodja. E ora è tornato al campo della Rondine – ormai in rovina e abbandonato – per scoprire cosa sia rimasto di quel luogo in cui aveva lasciato ben più di metà del suo cuore, e di quel tempo felice. E forse riuscirà a sapere anche cosa sia successo al suo vecchio educatore. La persona più importante della sua vita.

    22,00
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  • Di me non sai

    Di me non sai

    Lucio si innamora «del ragazzo» ancora prima di conoscerlo: gli basta osservarlo dalla finestra del suo ufficio perché diventi quasi un’ossessione. Quando finalmente si conoscono scopre che Davide è ben più giovane di lui (sta ancora studiando), e che è sfuggente, inaffidabile e «crudele» come sanno essere crudeli i ragazzi a vent’anni. Per due mesi Lucio e Davide cenano insieme, fanno sesso, vanno al mare, spesso dormono a casa di Lucio. Davide però non si innamora. Continua a cercare Lorenzo, l’unico uomo che ha (forse) realmente amato e di cui conserva solo una foto pixelata su un cellulare ormai vecchio. Come buona parte dei ragazzi a vent’anni è anche spaesato, ferito, disposto ad accoccolarsi nella quotidianità di una Coca-Cola sempre pronta per lui in frigorifero. «Di me non sai» racconta una relazione vissuta in modo opposto, incompatibile, la cui natura si disvela al lettore solo con lo scorrere del romanzo. Alternando i punti di vista dei due protagonisti in capitoli brevi, a volte brevissimi, Raffaele Cataldo mostra il disallineamento dei sentimenti e le conseguenze dolorose che può avere, la lentezza delle estati calde pugliesi, e gli amori ossessivi (presenti e assenti) che come i semi d’avena infestante si attaccano a capelli, scarpe e vestiti.

    16,00
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  • Strangers. La mia casa sei tu

    Strangers. La mia casa sei tu

    In fondo a Yew Tree Lane, al numero 17, c’è una casa ricoperta d’edera a cui nessuno osa avvicinarsi. Tutti, a Holden, sanno che è infestata e si tengono alla larga. Perciò, quando il diciassettenne Sal sente bussare alla porta, è un po’ sorpreso e un po’ infastidito. Lui, che abita al numero 17 con la mamma e la sorella Asha, è abituato al silenzio, e gli piace così. Ma qualcuno sta per sconvolgere la sua normalità. Quando apre la porta, Sal si trova davanti uno strano ragazzo biondo, con addosso una pelliccia lunga fino alle caviglie, che lo investe di parole. È il suo nuovo vicino di casa, si chiama Pax ed è appassionato di fantasmi e spiriti, tanto che vorrebbe fare alcuni esperimenti nella sua casa. Sal, ovviamente, rifiuta. Ma c’è qualcosa che lo intriga, in quel ragazzo. A mano a mano che passano i giorni, non può fare a meno di ammirare la tranquillità con cui Pax affronta la scuola senza nascondere la sua eccentricità e diventa sempre più difficile ignorarlo. Quando lo salva da un bullo, i due diventano ufficialmente amici. Anzi, forse, il loro legame potrebbe essere più di un’amicizia. Nella vita di Sal, però, i fantasmi ci sono davvero, spiriti che nemmeno Pax sa come sconfiggere, perché vengono dal passato. E rischiano di soffocare il sentimento che, come un germoglio, si sta facendo spazio nei loro cuori. Selezionato fra i migliori libri dalle prestigiose librerie inglesi Waterstone’s, il romanzo d’esordio di Fran Hart è un inno all’amore in tutte le sue forme. Non solo: è la storia di due ragazzi che, crescendo, trovano la loro identità, riconoscono l’importanza di avere un amico che ti tende la mano anche quando cerchi di nasconderti, comprendono la complessità che sta dietro la parola «famiglia». Perché casa non è solo un luogo. Sono le persone di cui ci circondiamo.

    16,60
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  • Trauma. La mia storia di rinascita queer

    Trauma. La mia storia di rinascita queer

    I mostri non sono solo nelle favole, sotto i letti o negli incubi. Alcuni li abbiamo dentro, altri, invece, sono fuori, pronti ad approfittarsi di una debolezza, di una richiesta d’amore, per lasciarci ferite profonde e rubare una parte di noi che non ci verrà mai più restituita. Fin da piccolo, Max ha scoperto a sue spese che i mostri peggiori possono essere proprio quelli che ci stanno più vicino: coloro che avrebbero dovuto amarlo e proteggerlo lo hanno lasciato disorientato e alla ricerca disperata di un affetto mai ricevuto. Crescendo, Max esplora la propria sessualità e identità e si avvicina alla comunità gay, ritrovandosi però ancora una volta «sbagliato». Bullismo, discriminazioni e la sensazione di non appartenere a nessuna realtà aggiungono nuove cicatrici sulla sua pelle già segnata. Finché, un giorno, le porte del drag si aprono mostrandogli un mondo in cui poter essere qualunque cosa dia forma a sé e alle sue emozioni. Nasce così Daphne Bohémien e tutto cambia. La rabbia e la solitudine, però, rimangono, e la trascinano in un vortice oscuro di dipendenze: sarà la consapevolezza della propria identità trans a gettare nuova luce sulla sua vita, svelandole che lei in realtà è sempre esistita, ancora prima del drag. Con l’arrivo di un dolore più grande e catartico, Daphne capirà che sulle macerie dei traumi si può costruire, per aiutare non solo se stessa, ma anche gli altri. In questo libro Daphne Bohémien ci racconta la sua storia senza sconti né peli sulla lingua; con una mano tesa verso tutte quelle persone che si sentono perse e sbagliate. Un modo per dire: non siete sole. Prefazione di Carlotta Vagnoli.

    18,90
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  • Scheletro femmina

    Scheletro femmina

    Questo romanzo parla di transizione di genere. Ma non solo. Seguiamo la storia di Francesco fin dall’infanzia, con i legami che segneranno la sua vita e lo accompagneranno nel percorso di scoperta di sé. Un romanzo che sa essere molto crudo, ma anche pieno di tenerezza e di amore. Amore, come quello incondizionato della nonna Gioli, come quello potente per Sara e come quello, tutto da costruire, di Francesco nei confronti di se stesso. Quella che ci racconta Cicconetti, mescolando vita vera ed elementi di fiction, è una storia di trasformazione individuale che pur nella sua unicità è universale, perché metafora della lotta che tutte e tutti noi affrontiamo per scoprire chi siamo veramente, e per riuscire a esserlo fino in fondo.

    18,00
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  • La notte scorsa al Telegraph Club

    La notte scorsa al Telegraph Club

    Vincitore del National Book Award 2021. Young People’s Literature «Tu sei come le ragazze nel libro? Perché io penso di esserlo.» «Un libro per chiunque abbia mai amato, qualunque senso si dia alla parola» – Emily X.R. Pan «La scrittura di Malinda Lo, allo stesso tempo sobria e fiorita, freme di desiderio adolescenziale» – Sarah Waters «Il romanzo queer che avrei voluto leggere da adolescente» – Marie Rutkoski Lily Hu ha diciassette anni e non ricorda esattamente quando sia nata in lei la domanda. Ma di sicuro la risposta l’ha trovata insieme a Kathleen Miller sotto l’insegna al neon del Telegraph Club, un locale per lesbiche. L’America del 1954, però, non è un luogo sicuro per due ragazze che si amano, soprattutto a Chinatown. La paranoia del maccartismo investe tutti, soprattutto i cittadini cinesi americani come la famiglia di Lily: nonostante il padre si sia duramente guadagnato la cittadinanza negli Stati Uniti, infatti, il rischio della deportazione è ancora alto. Ma Lily e Kath sono disposte a rischiare tutto purché il loro amore fiorisca alla luce del giorno. COME COMINCIA Le concorrenti di Miss Chinatown erano radunate dietro uno schermo di tela vicino al palco. Non c’era nessuno quando Lily Hu si era diretta verso il bagno, circa quindici minuti prima. Tant’è che rimase sconcertata quando le vide. Lily aveva tredici anni e non ricordava di avere mai visto delle ragazze cinesi con quell’aspetto: in costume da bagno e tacchi alti, coi capelli acconciati e il trucco impeccabile. Sembravano così americane. Rallentò il passo. Il concorso stava per cominciare e si sarebbe persa l’inizio se continuava a indugiare lì. Sarebbe dovuta tornare al telo da picnic della sua famiglia di fronte al palco, ma tergiversava, cercando di non dare l’impressione di fissarle. C’erano circa una dozzina di ragazze, i loro costumi erano bianchi o neri, verde mare o verde bosco, interi o a due pezzi. Le braccia e le gambe erano nude sotto il sole caldo di mezzogiorno, i capelli di un nero lucente, arricciati e appuntati nella giusta posizione. Rossetto di un rosso vivo sulle bocche, smalto scarlatto sulle unghie, pelle liscia e abbronzata. Ognuna di loro era una variazione sul tema.

    20,00
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