• Tre sassi. Ediz. a colori

    Tre sassi. Ediz. a colori

    “Lassù in cima vivono tre sassi. Sono sempre stati lì, in cima alla montagna.” Tre piccoli sassi, con occhi stupiti e vigili, che vivono la loro tranquilla vita da sassi, finché un giorno il fulmine di una terribile tempesta li travolge e li fa rotolare giù, in un’avventura senza tregua, tra torrenti, uccelli predatori, talpe, lepri e cani, per finire nel grande mare, dove potranno finalmente riprendere la loro tranquilla vita da sassi, ma con dentro un’esperienza in più. La magia del grande Olivier Tallec riesce in questo albo illustrato a rendere vivi perfino tre sassi.

    21,00
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  • Inventario illustrato della montagna

    Inventario illustrato della montagna

    Un ricco inventario che incita piccoli e grandi alla curiosità e alla meraviglia. Età di lettura: da 6 anni.

    15,00
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  • Poesie

    Poesie

    Capace di grandi gioie e di dolori profondi, emotiva eppure forte, Antonia Pozzi infonde nei propri versi una sensibilità che respinge gli orpelli, alla ricerca di un’assoluta essenzialità. Il tentativo di dare autenticità e concretezza alla propria voce si realizza – scrive Antonella Anedda – attraverso un evidente «corpo a corpo con la parola» e grazie a una capacità di sguardo acutissima, in grado di ritrarre con esattezza tanto il profilo delle adorate montagne quanto i molteplici volti di un’interiorità chiaroscurale e complessa. In quest’ampia raccolta di poesie(1929-38) trovano spazio il legame con la natura, un sentimento di amore autentico, il gusto per la bellezza delle piccole cose – riflesso di un ardore in cui, tuttavia, è già presente il germe dell’inquietudine che avrebbe infine preso il sopravvento, portandola a togliersi la vita a soli ventisei anni.

    15,00
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  • Nina. Devi tornare sul Viso. Storia di Alessandra Boarelli, la prima sul Monviso

    Nina. Devi tornare sul Viso. Storia di Alessandra Boarelli, la prima sul Monviso

    Estate 1863. Una settimana prima che la comitiva guidata da Quintino Sella giunga in cima al Monviso, un gruppo di alpinisti anticipa il tentativo italiano alla vetta. Con loro c’è anche una venticinquenne di Verzuolo. Si chiama Alessandra Re Boarelli. Il maltempo e l’indecisione della guida arresteranno il tentativo. Ma se la salita fosse andata per il verso giusto, una donna avrebbe preceduto sulla vetta i fondatori del Club Alpino. E probabilmente la storia dell’alpinismo italiano organizzato avrebbe avuto un inizio diverso da quello che tutti conosciamo. Ad Alessandra, donna colta e libera, il Monviso è comunque entrato nel sangue. E il 16 agosto 1864, un anno dopo il precedente tentativo, riesce a calcare la vetta della montagna. Ma chi era davvero la giovane pioniera del Viso? Tra storia e narrazione romanzata, questo libro getta un po’ di luce sulla vita, sulla personalità della protagonista e sull’ambiente culturale in cui la donna maturò la decisione di salire sul Re di pietra.

    15,90
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  • K2. Una storia finita

    K2. Una storia finita

    K2, la ”montagna delle montagne”, salita per la prima volta dalla spedizione italiana guidata da Ardito Desio nel 1954: un’impresa alpinistica che per lunghi anni è stata al centro di una disputa che ha turbato il mondo dell’alpinismo mettendo in luce sempre più l’esigenza di un chiarimento riguardo alle vicende intervenute dal campo VIII in su, fino alla cima, e con riguardo al ruolo cruciale avuto da Walter Bonatti. Come spesso accade, la storia di tale impresa alpinistica sembrava divenuta una ”storia infinita”. Su incarico del CAI adesso un’apposita commissione di Tre Saggi (Fosco Maraini, Alberto Monticone, Luigi Zanzi) ha rettificato e riscritto in più punti fondamentali la versione ufficiale. Ora, forse, quella del K2 può considerarsi una ”storia finita”.

    12,00
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  • La guerra di Joseph

    La guerra di Joseph

    La prima guerra mondiale esplode anche sulle cime delle Dolomiti, dove la relazione tra l’uomo e la montagna diventa dramma. La guerra di Joseph racconta la vera amicizia tra Joseph Gaspard, guida alpina valdostana, e Ugo Ottolenghi di Vallepiana, un giovane conte fiorentino, che si incontrano sui ghiacciai e presto si ritrovano a combattere spalla a spalla sul fronte italo-austriaco.

    Nel 1916, le strategie militari inviano Ottolenghi e Gaspard su una missione impossibile: conquistare il cammino sud-ovest della Tofana di Rozes, per attaccare il Castelletto, una postazione austriaca quasi imprendibile. Tra sforzi sovrumani, freddo, fame e il fuoco incessante dell’artiglieria nemica, i due riescono a raggiungere la cresta ovest. Questo successo, però, si rivela ben poco decisivo: la mina esplosa sotto le difese austriache promette vantaggi tattici, ma non cambia l’esito bellico.

    La guerra in quota si trasforma in una carneficina: i reparti cadono vittima delle valanghe, del gelo, dell’usura fisica. Solo la montagna, implacabile ma onesta, continua a parlare il linguaggio della fatica e della sopravvivenza.

    Con l’arrivo dell’inverno, la lotta si raffredda ma il prezzo umanitario resta altissimo. Anche dopo aver sperimentato la potenza dell’amicizia, la violenza della guerra segna i protagonisti: Gaspard sopravvive ma la sua carriera finisce, e Vallepiana torna alle sue scalate, consapevole del prezzo della bellezza di cui è stato testimone.

    18,00
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  • I giorni veri. Diario della Resistenza

    I giorni veri. Diario della Resistenza

    Una testimonianza partigiana da recuperare per ricordare le grandi figure femminili della resistenza

    «Vorrei che dalla crudezza pulita della realtà uscisse una testimonianza e una moralità che molti miei contemporanei oggi o rinnegano o soffocano nell’adipe dei vari miracoli economici, e che molti giovani non sanno». – Giovanna Zangrandi

    «I giorni veri non è soltanto letteratura resistenziale o di montagna: è prima di tutto un libro sul diventare ciò che si è nel modo più pieno e profondo, per sé stessi e nel mondo». – Benedetta Tobagi

    Cosa intendiamo quando parliamo di vite straordinarie? Forse una risposta possiamo trovarla ripercorrendo la storia di Giovanna Zangrandi, come ce la presenta nel suo saggio introduttivo Benedetta Tobagi. Vite in cui la ricerca del proprio vero sé passa per uno pseudonimo, Anna, nome di battaglia assunto dall’autrice durante la Resistenza e protagonista di questo libro. Venti mesi trascorsi tra i boschi e le montagne del Cadore, non più meta di escursioni e discese con gli sci in libertà, ma luoghi dove si combatte la guerra di liberazione. E mentre Anna fa la sua parte, Giovanna scrive, riempiendo quaderni che a un certo punto dovrà sotterrare a 1700 metri, sotto le cime delle Marmarole, nelle Dolomiti orientali, e che recupererà solo a guerra finita. Quei quaderni saranno la materia prima a partire dalla quale Zangrandi ricostruirà la storia di Anna e dei suoi «giorni veri». Veri non solo perché veramente vissuti, ma anche perché della Resistenza l’autrice restituisce un’immagine viva, diretta, tutt’altro che retorica, espressa in una scrittura di grande modernità.

    16,00
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  • Dal tetto di casa vedo il mondo. Riflessioni di una donna guida alpina per le sue figlie sull'importanza di coltivare i propri sogni

    Dal tetto di casa vedo il mondo. Riflessioni di una donna guida alpina per le sue figlie sull’importanza di coltivare i propri sogni

    Da una delle più forti alpiniste italiane e guida alpina, uno spaccato di vita famigliare che racconta l’importanza della natura, dell’attività fisica e della capacità di coltivare obiettivi e sogni.

    Classica situazione al tempo del COVID: una persona in famiglia risulta positiva e scatta il lockdown per tutti. Ed ecco una mamma, un padre e due bambine bloccati in casa per una decina di giorni. Dieci giorni di noia assoluta o un’occasione da non sprecare per stare insieme, magari in modo nuovo e senza dar nulla per scontato? Se la mamma fa la guida alpina e si chiama Anna Torretta la risposta è senz’altro la seconda. Invece di immergersi nello smartphone o davanti alla TV si organizza una spedizione in Terra di Casa. Obiettivo: la conquista del tetto. Campo base il giardino, campi intermedi le stanze e i balconi su cui ci si arrampica in doppia e si dorme in tenda. E, in questo tempo sospeso ma così attivo, Anna parla alle figlie di dieci e cinque anni del suo rapporto con la montagna, dell’importanza del lavoro di squadra, della tenacia e della resilienza che bisogna imparare ad allenare fin da piccoli per realizzare i propri sogni, che sono l’essenza della vita. Fra racconti di spedizioni, di salite, di cascate di ghiaccio, di incontri con donne di tutto il mondo, e descrizioni della vita quotidiana e della gestione della famiglia, questo libro diventa una vera fonte di ispirazione per tutte le donne che si dividono fra lavoro e famiglia, trovando sempre un tempo di qualità in un ambito e nell’altro, senza mai rinunciare alla realizzazione di sé.

    Gli incastri di una donna e una mamma un po’ speciale, che fra un Nescafé e un accompagnamento a scuola, un aiuto sui compiti e l’organizzazione di un compleanno, arranca con gli sci in spalla, una cartella da una parte e uno zaino da montagna dall’altra a incontrare un cliente, si addormenta su una cengia sognando le sue figlie, tratta con il marito su chi deve fare la spesa. Ma, in fondo, è la vita di tutte le donne…

    18,00
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  • La felicità del lupo

    La felicità del lupo

    Fausto si è rifugiato in montagna perché voleva scomparire, Silvia sta cercando qualcosa di sé per poi ripartire verso chissà dove. Lui ha quarant’anni, lei ventisette: provano a toccarsi, una notte, mentre Fontana Fredda si prepara per l’inverno. Intorno a loro ci sono Babette e il suo ristorante, e poi un rifugio a piú di tremila metri, Santorso che sa tutto della valle, distese di nevi e d’erba che allargano il respiro. Persino il lupo, che mancava da un secolo, sembra aver fatto ritorno. Anche lui in cerca della sua felicità.

    «Un libro che sta racchiuso nei silenzi. Negli spartiti dei fiati, per esempio, è la virgola a dare il respiro, in poesia invece è l’andare a capo, mentre nei passi di montagna il respiro è una regola non scritta. Fiato, poesia, montagna, silenzi: è in questi elementi che si può riassumere l’ultimo libro di Paolo Cognetti.» – Eugenio Giannetta, Avvenire

    «Non è un romanzo sulla solitudine e non è un romanzo sulla montagna. La solitudine e la montagna sono parti fondamentali e vive di un racconto terso sugli incontri fra esseri umani.» – Annalena Benini, Il Foglio

    «Silvia rise. E di cosa sa gennaio? Di cosa sapeva gennaio? Fumo di stufa. Prati secchi e gelati in attesa della neve. Il corpo nudo di una ragazza dopo una lunga solitudine. Sapeva di miracolo.»

    Arrivato alla fine di una lunga relazione, Fausto cerca rifugio tra i sentieri dove camminava da bambino. A Fontana Fredda incontra Babette, anche lei fuggita da Milano molto tempo prima, che gli propone di fare il cuoco nel suo ristorante, tra gli sciatori della piccola pista e gli operai della seggiovia. Silvia è lì che serve ai tavoli, e non sa ancora se la montagna è il nascondiglio di un inverno o un desiderio duraturo, se prima o poi riuscirà a trovare il suo passo e se è pronta ad accordarlo a quello di Fausto. E poi c’è Santorso, che vede lungo e beve troppo, e scopre di essersi affezionato a quel forestiero dai modi spicci, capace di camminare in silenzio come un montanaro. Mentre cucina per i gattisti che d’inverno battono la pista e per i boscaioli che d’estate profumano il bosco impilando cataste di tronchi, Fausto ritrova il gusto per le cose e per la cura degli altri, assapora il desiderio del corpo e l’abbandono. Che esista o no, il luogo della felicità, lui sente di essere esattamente dove deve stare. Di Paolo Cognetti conosciamo lo sguardo luminoso e la voce limpida, il dono di osservare le relazioni umane nel loro dialogo ininterrotto con la natura, che siano i boschi di larici dei duemila metri o il paesaggio di roccia e ghiaccio dei tremila. Con le loro ferite e irrequietezze, quando scappano e quando poi fanno ritorno, i suoi personaggi ci sembrano amici che conosciamo da sempre, di quelli rari. È per questo, forse, che tra le pagine vive di questo libro purificatore abbiamo l’impressione di attraversare non le stagioni di un anno, ma di una vita intera.

    18,00
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  • La notte del Cervino

    La notte del Cervino

    Chiara, giovane giornalista ribelle, vive tra la passione del suo lavoro, un padre malato e un direttore riformista montanaro. Tormentata da un sentimento collettivo di giustizia, assiste agli eventi che segnano la fine degli anni sessanta per un decennio: fatti brutali, lotta armata. E mentre a Ivrea e in tutta Italia si vive un conflitto violento, Chiara ritrova un’amica perduta e finalmente il direttore del giornale riesce a portarla con sé in montagna, legandola, e assicurandola, a una corda per l’ascensione del Cervino. L’alpinismo non è il protagonista di questo libro ma rappresenta un tassello importante e determinante nella vita di Chiara: metafora della bellezza e della poesia che sopravvivono ai tradimenti della vita e della storia.

    18,00
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