• Quanto splende questo nero

    Quanto splende questo nero

    Quando Lorenzo Viani nasce, la sera di Ognissanti del 1882 in una casetta di pescatori di Viareggio battuta dal libeccio, nessuno immagina che possa essere un artista. Né sua madre Emilia, «la Madonna dai denti sfinestrati», né suo padre Rinaldo, che ha lasciato la libertà del pastore per uno stipendio da servo nella Villa Reale dei Borbone. Eppure quel bambino dalla chioma leonina diventerà il primo pittore espressionista d’Italia: «un Munch, senza conoscere Munch». È nato per dipingere, Lorenzo, e lo fa ovunque: sul bancone della bottega da barbiere dove lavora, sul lungosenna di Parigi e nelle trincee della Prima guerra mondiale, nelle colline dell’esilio, tra le braccia della sua Giulia. Per quanto si impegni, però, Lorenzo non vende un quadro, perché si ostina a ritrarre i poveri e i vagabondi e a dipingerli solo di nero. Novant’anni dopo, nella stessa città, un uomo di nome Enrico gira alla ricerca delle opere di Viani. Non è un critico d’arte né un mercante, ma da quando lo ha scoperto si è messo in testa di preservarne la memoria.

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  • Dodici Poeti Liguri (1960-2020)

    Dodici Poeti Liguri (1960-2020)

    «Scopo di questa antologia è ricostruire una mappa all’interno della fitta attività poetica in Liguria, successiva ai suoi classici del Novecento (Sbarbaro, Montale, Caproni). Nella seconda parte del secolo scorso, infatti, la Liguria ha continuato a essere un territorio importante nella ricerca poetica, con un’ampia gamma di iniziative e di autori; basti pensare all’opera di Giovanni Giudici e Edoardo Sanguineti, la cui attività si è anche espressa in altri ambiti geografici, e di Cesare Vivaldi. Nell’allestire questa mappa si è principalmente tenuto conto di una particolare linea di tendenza: la prosecuzione di una tradizione novecentesca di tratto esistenziale, connessa allo sviluppo della poetica dei tre classici sopra citati. I profili dedicati a ciascuno intendono fornire una guida alla lettura corredata dalla bibliografia delle opere e dei principali contributi critici. Un dovuto memore omaggio di gratitudine e riconoscenza è per Guido Zavanone, con cui mi sono confrontata più volte nell’impostazione e nelle scelte di questo lavoro.» (Anna Sansa)

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  • Voi Non Sapete che Cos'è l'Amore

    Voi Non Sapete che Cos’è l’Amore

    Nel 1984, all’indomani del successo di «Cattedrale», Raymond Carver volle riunire in questa raccolta saggi, poesie e racconti perlopiù inediti. Proprio la sua varietà fa di questo libro (che prende il nome da una lunga poesia dedicata a Charles Bukowski) un grandangolo sull’intera produzione carveriana, attraversata da fittissime corrispondenze e da un’esemplare coerenza di toni, idee, intenti. «Carver è lo scrittore che più di ogni altro ha influenzato la letteratura di lingua inglese degli ultimi vent’anni. Le sue cadenze si ritrovano ovunque,e così le sue ambientazioni, i suoi personaggi», scrive Rick Moody. «Ma l’aspetto più sorprendente e rivoluzionario di questo libro è sicuramente l’eredità che ci lascia in termini di compassione: dopo aver letto Carver diventa pressoché impossibile, per uno scrittore, sottrarsi alla responsabilità della compassione nei confronti dei propri personaggi. È una rivoluzione per la quale dovremmo tutti essergli grati. Così come gli siamo grati per il puro piacere che ci viene dalla lettura di queste pagine».

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  • Una Porta sul Buio

    Una Porta sul Buio

    Vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1995, Seamus Heaney è uno dei più grandi protagonisti del rinascimento culturale irlandese. La sua lirica, come suggerisce Roberto Mussapi, è fortemente legata alla realtà e ai miti della sua terra, ma non assume mai connotazioni particolaristiche o nazionalistiche, si traduce al contrario in una partecipe esplorazione della natura, in un viaggio capillare nel paesaggio, nei segreti delle sue acque e delle sue torbiere, nella vita germinale della campagna. La sua poesia è un incessante lavoro di scavo, la sua penna è, come lui stesso ha scritto, una vanga affondata nella terra alla ricerca delle nostre origini e dei misteri primordiali dell’essere, ma sempre entro i confini dell’esperienza quotidiana e concreta.

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  • Poesie

    Poesie

    Capace di grandi gioie e di dolori profondi, emotiva eppure forte, Antonia Pozzi infonde nei propri versi una sensibilità che respinge gli orpelli, alla ricerca di un’assoluta essenzialità. Il tentativo di dare autenticità e concretezza alla propria voce si realizza – scrive Antonella Anedda – attraverso un evidente «corpo a corpo con la parola» e grazie a una capacità di sguardo acutissima, in grado di ritrarre con esattezza tanto il profilo delle adorate montagne quanto i molteplici volti di un’interiorità chiaroscurale e complessa. In quest’ampia raccolta di poesie(1929-38) trovano spazio il legame con la natura, un sentimento di amore autentico, il gusto per la bellezza delle piccole cose – riflesso di un ardore in cui, tuttavia, è già presente il germe dell’inquietudine che avrebbe infine preso il sopravvento, portandola a togliersi la vita a soli ventisei anni.

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  • Poesie

    Poesie

    «Nella vita e nell’arte la Cvetaeva aspirò sempre, impetuosamente, avidamente, quasi rapacemente, alla finezza e alla perfezione: e nell’inseguirle si spinse molto in avanti, sorpassò tutti. Oltre al poco che ci è noto, essa ha scritto una quantità di cose che da noi sono ancora sconosciute: opere immense, tempestose… La loro pubblicazione segnerà un grande trionfo e una rivoluzione per la nostra poesia che, inaspettatamente, si arricchirà di un dono tardivo straordinario.» Così scriveva, nel 1956, Boris Pasternak, preconizzando per la sua sfortunata amica grandi, e tardivi, riconoscimenti. Oggi la Cvetaeva è unanimemente considerata una delle più alte voci della poesia del secolo scorso.

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  • Il Poeta è un Fingitore

    Il Poeta è un Fingitore

    Raccolta di poesie di Fernando Pessoa nell’edizione Feltrinelli. Il titolo rimanda al celebre verso che sintetizza la poetica pessoana: il poeta finge così completamente che arriva a fingere di sentire il dolore che davvero sente.

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  • Fiore di Poesia (1951-1997)

    Fiore di Poesia (1951-1997)

    Quella di Alda Merini è una poesia che muove attorno a un dolore radicale, assumendo multiformi aspetti: di ferita biografica, incubo mentale, ansia ascetica. Ma i versi della poetessa si aprono a feconde contraddizioni e nel momento stesso in cui articolano la loro poetica del dolore dichiarano un senso panico della vita che ha gli accenti di una felicità sensuale, ingorda di erotismo, di ritmi terrestri e ritmi cosmici.

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