• Scrivila, la guerra. Ediz. illustrata

    Scrivila, la guerra. Ediz. illustrata

    Un padre tornato dalla Grande Guerra regala un quaderno al figlio, invitandolo a raccontare la sua guerra, ovvero quella di un bambino rimasto a casa con la nonna a combattere la fame e gli stenti nei territori veneti occupati. Se scrivere aveva aiutato lui, adulto, a sopportare gli orrori che viveva ogni giorno e a scacciare gli incubi che lo tormentavano di notte, forse avrebbe potuto aiutare anche suo figlio.

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  • Amalia, l'obliqua

    Amalia, l’obliqua

    Il 13 aprile del 1907 è un sabato. Amalia si alza molto tardi, com’è sua abitudine, e si rende conto che c’è qualcosa che desidera fare: vuole conoscere quel poeta che incrocia spesso nei salotti torinesi e che le è parso stranamente affine. Lui si chiama Guido Gozzano, è di un paio d’anni più giovane ma in fondo possono considerarsi coetanei. Lei è Amalia Guglielminetti, al momento certamente l’artista più celebre tra i due. Dalla decisione di quel giorno nascerà uno degli amori più infelici della letteratura, una relazione inquieta destinata a trasformarsi in uno scontro e poi in una lunga, tormentata amicizia. Ma chi è Amalia, questa autrice che il secolo scorso sembra aver risucchiato nell’oblio? Una donna sempre elegantissima, piena di fascino, anticonformista, pronta a dare scandalo pur di non annoiarsi, che preferisce il proprio talento al matrimonio. Per Emanuela Canepa, Amalia prende subito la forma di un’ossessione.

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  • Una tregua che non è pace

    Una tregua che non è pace

    «Perché scrivo?» Per provare a rispondere a questa domanda Miriam Toews fruga nei suoi immaginari manoscritti di bambina, fra le parole di altri scrittori, dentro le lettere a una sorella ammutolita, fra tornei di Scarabeo, viaggi in bicicletta per l’Europa, passeggiate sul fiume ghiacciato: una miriade di ricordi ora divertenti ora dolorosissimi – piú spesso l’una e l’altra cosa insieme. E giunge alla inevitabile conclusione che chiedersi «perché scrivo?» è come tentare di racchiudere tutti i venti del mondo in un museo. Invitata a partecipare a una Conversación a Città del Messico nell’aprile del 2023, Miriam Toews si trova a dover produrre un testo sul tema fissato dal Comité per quell’edizione, e il tema è «perché scrivo?» La ricerca di una risposta innesca un profondo dialogo interiore, ora esilarante ora struggente, e avvia un percorso labirintico intorno al senso della scrittura e alle sue connessioni con la vita («Perché scrivi? Perché vivi?») e con la morte. Ne nasce un caleidoscopio di scritture diverse, dalle lettere agli aneddoti, dalle citazioni ai frammenti di ricerca, e ovunque, intrecciati all’indagine del processo creativo e narrati con implacabile ironia, pezzi di memoria personale che mettono a nudo l’intimità della vita famigliare, con le sue tenerezze, le sue risate e le ineffabili voragini che vi si sono aperte. Toews scrive di una madre morente ma indomita e imbattibile a Scarabeo, di un panino al prosciutto ordinato dal padre poco prima di morire e mai consumato. Scrive del freddo e del ghiaccio, di figli e nipoti, del vento, di tutti i venti del mondo, e del progetto di radunarli in un unico museo. E infine scrive del silenzio, quello con cui sua sorella ha scandito a lungo la sua vita e infine la sua morte; il silenzio contro cui Miriam ha brandito la parola scritta in infinite lettere d’amore per tentare di trattenerla fra i vivi. La ricompensa è una tregua, forse, che tuttavia non è pace.

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  • Una zitella d'oro

    Una zitella d’oro

    Nella società dell’Ottocento, le regole del matrimonio sono semplici: serve una dote, un bel viso e un cognome che apra le porte giuste. Miss Cecily Higgins non ha nessuna di queste caratteristiche. Eppure ci prova lo stesso, con la determinazione silenziosa di chi sa di partire svantaggiata ma non si rassegna. Fino a quando, il giorno del suo debutto in società, il duca di Wessex la invita a danzare. Per scommessa, certo, ma tra i due scatta qualcosa. Le gerarchie sociali però non lasciano spazio a certi sentimenti, e quel ballo resta un episodio isolato. Gli anni passano. Cecily smette di sognare il matrimonio e scopre qualcosa di meglio: la scrittura. Sotto pseudonimo diventa l’autrice di romanzi d’amore che tutti leggono e nessuno sa chi ha scritto. Ha trovato la sua libertà, e non ha nessuna intenzione di cederla. Poi il duca torna, e questa volta non è lì per scommettere, ma per chiedere la sua mano. Peccato che Cecily abbia già deciso di restare zitella, e che sia disposta a tutto pur di non rinunciare all’indipendenza che si è guadagnata. Tutto, forse, tranne una cosa.

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