• Platone. Una storia d'amore

    Platone. Una storia d’amore

    Nel cuore dell’estate del 415 a.C., sulle rive del Pireo, quattro giovani osservano silenziosi una giornata che cambierà il destino di Atene. Tra loro spicca Aristocle, un dodicenne destinato a diventare noto come Platone. Attraverso una narrazione intensa e coinvolgente, Matteo Nucci racconta la straordinaria trasformazione di un ragazzo fragile e pieno di contraddizioni in uno dei filosofi più influenti della storia: dall’infanzia segnata dalla timidezza, dal dolore per la morte prematura del padre e da una famiglia ingombrante, fino all’incontro che ne muterà il cammino, quello con Socrate. Nel suo racconto, Nucci tratteggia un Platone vivo, complesso, immerso in amicizie profonde e amori intensi. Dopo la condanna e la morte di Socrate, il filosofo parte per un viaggio che lo porta fino in Egitto e a Cirene.

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  • Rime

    Rime

    Variamente legata, nelle prove più giovanili, al gusto di elegante sperimentazione e insieme al culto dei classici che caratterizza l’area veneta di fine Settecento, e nel 1797 intensamente coinvolta nella nuova situazione rivoluzionaria, la poesia foscoliana matura intorno al 1800 una straordinaria densità e fermezza di scrittura in cui si declina il mito dell’eroe sconfitto e disingannato, in attesa di morte. In seguito, fra i «Sepolcri» e «Le Grazie», Foscolo tenta percorsi più complessi, nella direzione, suggerita soprattutto dagli antichi, di un discorso poetico che esplori la condizione umana e le sue chances, oltre il male storico. Nel suo insieme un’esperienza fra le più alte nella poesia europea del tempo e pure sottilmente aperta sull’oggi.

    9,00
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  • Poesie

    Poesie

    «Nella vita e nell’arte la Cvetaeva aspirò sempre, impetuosamente, avidamente, quasi rapacemente, alla finezza e alla perfezione: e nell’inseguirle si spinse molto in avanti, sorpassò tutti. Oltre al poco che ci è noto, essa ha scritto una quantità di cose che da noi sono ancora sconosciute: opere immense, tempestose… La loro pubblicazione segnerà un grande trionfo e una rivoluzione per la nostra poesia che, inaspettatamente, si arricchirà di un dono tardivo straordinario.» Così scriveva, nel 1956, Boris Pasternak, preconizzando per la sua sfortunata amica grandi, e tardivi, riconoscimenti. Oggi la Cvetaeva è unanimemente considerata una delle più alte voci della poesia del secolo scorso.

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  • Il Poeta è un Fingitore

    Il Poeta è un Fingitore

    Raccolta di poesie di Fernando Pessoa nell’edizione Feltrinelli. Il titolo rimanda al celebre verso che sintetizza la poetica pessoana: il poeta finge così completamente che arriva a fingere di sentire il dolore che davvero sente.

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  • La principessa e il drago. Ediz. a colori

    La principessa e il drago. Ediz. a colori

    Una storia con i protagonisti tipici delle fiabe interpretati qui in una veste tutt’altro che tradizionale, accompagnata da illustrazioni di stampo sorprendentemente classico. Un bestseller da 7 milioni di copie vendute nel mondo!

    La principessa Elizabeth vive in un castello e sta per sposare il principe Ronald, ma un giorno un drago distrugge il castello, manda in fiamme tutti i suoi bei vestiti e rapisce il principe. Elizabeth non si perde d’animo, parte alla ricerca del dragone per liberare il suo principe, che si rivelerà un rammollito superficiale e inetto, ben diverso da come si era presentato all’intraprendente e combattiva principessa.

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  • Piccole donne

    Piccole donne

    ”Basta sostituire il vecchio biglietto di carta con una odierna notifica di WhatsApp per capire come le regole dell’adolescenza siano sempre le stesse; a cambiare è il guscio, il contenitore, ma il contenuto è intatto. Non solo l’amore si ripete identico nei secoli, ma anche i sentimenti di cui sono fatte la vita e la letteratura e di cui Piccole donne è ricco, senza tabù: la vergogna, la timidezza, la paura di morire, la collera” (dalla Postfazione). L’apparato didattico finale, le note per la comprensione del testo e una ”mappa concettuale” per visualizzare e sintetizzare l’apparato. Età di lettura: da 7 anni.

    10,00
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  • Il mio nome è Emilia del Valle

    Il mio nome è Emilia del Valle

    Nata nel 1866 a San Francisco, Emilia del Valle Walsh ha già nel sangue il fuoco della ribellione e la sete di libertà. Figlia di una suora irlandese e di un aristocratico cileno, cresce in un quartiere popolare a forte presenza messicana, respirando fin da piccola il valore della dignità e l’importanza della parola scritta. Brillante e determinata, sfida ogni convenzione: sceglie la scrittura come vocazione e adotta uno pseudonimo maschile, Brandon J. Price, per pubblicare i suoi primi romanzi d’avventura. Ma la vera svolta arriva quando conquista un ruolo da editorialista al San Francisco Examiner. Quando nel 1891 scoppia la guerra civile in Cile, Emilia convince il suo editore a inviarla come corrispondente sul campo. Ha così inizio un viaggio intenso e trasformativo, sospeso tra la cronaca storica e il coinvolgimento personale. A Santiago, città al limite del collasso, trova ospitalità presso Paulina del Valle, figura già nota ai lettori, e qui Emilia affronta da vicino gli orrori del conflitto, scopre l’amore e riallaccia un legame con il padre biologico negli ultimi istanti della sua vita. Il suo destino sembrerebbe ricondurla a San Francisco, ma un’ultima eredità paterna la spinge altrove: una piccola proprietà isolata, sulle rive del lago Pirihueico, immersa in una natura ancora intatta. È lì che Emilia trova la chiave per dare senso a tutto ciò che ha vissuto. “Il mio nome è Emilia del Valle” si aggiunge come un nuovo, prezioso tassello alla saga familiare dei del Valle, una trilogia che dipinge con maestria un altro intenso frammento di storia del Cile.

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  • Ventimila leghe sotto i mari

    Ventimila leghe sotto i mari

    Scritto nel 1870, il romanzo di Jules Verne, tra i più celebri dello scrittore francese, è stato ripreso nel corso del Novecento da innumerevoli adattamenti televisivi e cinematografici. Pensato come il primo volume di una trilogia, fin da subito il romanzo accese l’immaginazione dei contemporanei, per la straordinaria visione di un sottomarino in grado di esplorare il fondo dei mari. Una nave, difatti, l’Abraham Lincoln, viene incaricata di catturare un misterioso mostro marino. Nell’equipaggio spiccano il naturalista, professore Aronnax, il servo Conseil e il fiocinatore Ned Land. Travolti da un’ondata, i tre vengono raccolti proprio dal “mostro marino”, il Nautilus, guidato dal misterioso capitano Nemo, un uomo che rifugge il consesso civile, si schiera talvolta a sostegno degli oppressi e peraltro si sente un perseguitato. Insieme al capitano Nemo, avranno modo di percorrere in lungo e in largo gli oceani, alla riscoperta delle rovine dell’Atlantide perduta e lottando contro piovre gigantesche, fino al sorprendente finale.

    11,00
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  • L'utopia

    L’utopia

    Originariamente scritto in latino nel 1516, questo libro rappresenta a buon titolo il prototipo moderno della letteratura utopistica e visionaria. Suddiviso in due parti, il libro è incentrato sul dialogo di More con Raffaele Itlodeo (“il chiacchierone”). Questi, gran viaggiatore, esordisce con la descrizione a tinte vive dell’Inghilterra dell’epoca. Il fenomeno delle recinzioni, dell’espropriazione delle terre comuni a opera della nobiltà terriera, aveva condotto sul lastrico vaste componenti della società inglese, soprattutto i contadini. Da lì l’aumento vertiginoso della criminalità, dei reati e dei furti. Ma è nella seconda parte dell'”Utopia” che Itlodeo espone la sua ricetta per ovviare al malgoverno appena descritto: la repubblica di Utopia, una società in cui è abolita la proprietà privata e dove l’uso dei beni è concesso solo in base ai propri bisogni. Abolendo la proprietà privata viene annullata così la ragione prima del furto, dando vita pertanto a una società molto meno violenta. È altresì bandito anche l’uso del danaro, perché le cose sono soppesate solo in base al loro valore d’uso e non per il loro valore di scambio. In questa isola, amministrata rettamente, ognuno può professare la religione che meglio crede, anche se tutti convengono per l’esistenza di un Dio, creatore e provvidente, e per l’esistenza altresì dell’anima, la cui credenza è essenziale anche per il retto governo della società.

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  • Otello. Testo inglese a fronte

    Otello. Testo inglese a fronte

    Nell'”Otello” la parola diventa destino e per questo, al di là dei molti temi di cui la tragedia è ricca (dallo studio della gelosia alla rappresentazione dell’operare del male, dall’analisi della follia alla percezione di quella grande crisi di trasformazione, di quel passaggio dal Medioevo all’età moderna che è alla base dell’arte shakespeariana), essa offre il suo più straordinario contributo nel proporre una nuova, moderna immagine di eroe tragico. Un eroe che cade perché non riesce a leggere il mondo e perciò a conoscerlo. Esso è per lui una sfinge, un enigma, e la parola è mistero e inganno, illusione e simulazione, apparenza che però incide sulla realtà e la distorce, rendendo la conoscenza impossibile e portando alla catastrofe. Il percorso tragico non è più determinato da un fato esterno all’uomo ma dall’incapacità dell’uomo (ormai solo, in un universo senza dei) di decifrare il testo-mondo.

    10,00
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  • Moby Dick

    Moby Dick

    “Moby Dick”, pubblicato nel 1851, è considerato il capolavoro di Melville e uno dei più noti libri della letteratura americana e mondiale. Vi narra in prima persona la sua avventura Ismaele, che si imbarca come marinaio assieme a un ramponiere indiano sulla baleniera Pequod. Il capitano della nave, Achab, un personaggio cupo che incute rispetto e timore nei suoi uomini, ha perso una gamba per colpa della balena bianca Moby Dick e ora vuole vendicarsene, a qualunque costo. Inizia così una lunga caccia. La snervante attesa dell’incontro con il cetaceo che sfugge al capitano offrirà al narratore l’occasione di meditazioni scientifiche, religiose, filosofiche e artistiche, all’interno della struttura del romanzo d’avventura per mare. Intanto l’immenso oceano, con i suoi mostri e le sue profondità, si erge in tutta la propria potenza e imperscrutabilità dinanzi all’uomo, che gli può contrapporre solo una fragile esistenza, oscillante tra il bene e il male. Fino a che sopraggiunge la catastrofe finale, fatalmente presentita, quando Moby Dick distruggerà la baleniera e tutto l’equipaggio trascinando con sé Achab e il suo arpione. Solo Ismaele si salverà e potrà così raccontare la loro folle, ambiziosa quanto disperata, impresa.

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  • Il Gattopardo

    Il Gattopardo

    Siamo in Sicilia, all’epoca del tramonto borbonico: è di scena una famiglia della più alta aristocrazia isolana, colta nel momento rivelatore del trapasso di regime, mentre già incalzano i tempi nuovi (dall’anno dell’impresa dei Mille di Garibaldi la storia si prolunga fino ai primordi del Novecento). Accentrato quasi interamente intorno a un solo personaggio, il principe Fabrizio Salina, il romanzo, lirico e critico insieme, ben poco concede all’intreccio e al romanzesco tanto cari alla narrativa dell’Ottocento. L’immagine della Sicilia che invece ci offre è un’immagine viva, animata da uno spirito alacre e modernissimo, ampiamente consapevole della problematica storica e politica contemporanea.

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