• La ragazza alla pari

    La ragazza alla pari

    1996. Hidden Grove, Londra. Un imponente cancello nero si apre su cinque eleganti ville in mattoni rossi, auto costose e giardini pettinati. Emmylou, diciassette anni, è riuscita finalmente a lasciare la Bretagna, le ristrettezze della sua famiglia, dell’appartamento angusto dove la sua collera di adolescente sbatteva contro le pareti. E il cielo perennemente plumbeo che sporcava tutto, rendeva faticoso anche sognare. Eppure, Emmylou ce l’ha fatta, è lì per imparare un’altra lingua e provare a costruirsi un futuro. Oltre quel cancello nero, ad accogliere la ragazza alla pari ci sono i White, i volti sorridenti, le camicie stirate bene, una famiglia da cartolina, una casa che è quasi un castello. Il padre James, la madre Monica, il figlio Lewis di dieci anni, che, poggiato a una stampella, tiene per mano il piccolo Simon. Emmylou è emozionata da quello che vede e si presenta con le parole che non ha fatto che ripetere durante il viaggio in treno: «I am Emmylou, nice to meet you». C’è qualcosa, però, dietro quello sfavillio, che prende forma giorno per giorno, qualcosa di strisciante che continua a sfuggirle: le preghiere sussurrate dietro porte chiuse, il pianto silenzioso attraverso le pareti, gli incubi notturni tanto nitidi da sembrare ricordi. E poi c’è l’andatura sempre più pesante di Lewis, forse sintomo di una malattia di cui nessuno parla. Emmylou decide di ignorare l’inquietudine che si insinua nelle sue giornate, le ombre che si allungano su quella famiglia così diversa dalla sua, e quindi perfetta: è felice di aver trovato i White. Non sa che sono i White ad aver trovato lei.

    20,00
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  • Monsieur le comte e l'arte di uccidere

    Monsieur le comte e l’arte di uccidere

    C’è chi sogna una vita tra castelli e titoli nobiliari, e chi invece ha scelto una vita diversa da quella che il suo cognome avrebbe potuto offrirgli. Lucien de Chacarasse vive sulla Costa Azzurra, ma lontano dallo sfarzo: ha trovato la felicità in un piccolo ristorante affacciato sul mare, il P’tit Bouchon, circondato da buon cibo, ottimo vino e amicizie sincere, lontano dalle aspettative della sua aristocratica famiglia. Poi arriva la telefonata che cambia tutto. Suo padre è stato gravemente ferito, in circostanze che nessuno riesce a spiegare, e lo vuole al suo capezzale. Nella penombra di Villa Béatitude, prima di morire, il conte rinnova a Lucien una richiesta che lui non ha mai voluto accettare, ma da cui ora non può scappare: portare avanti una tradizione di famiglia che attraversa secoli di storia, da Napoleone ai Borboni, fino ai Medici. Perché i conti de Chacarasse, da generazioni, custodiscono un mestiere tutt’altro che nobile: uccidere, su commissione, con il sangue freddo che si tramanda di padre in figlio. Lucien per anni ha cercato di stare lontano da tutto questo, ma ora che il padre non c’è più, è rimasto l’unico depositario di quella tradizione. E lui, che ama la vita più di qualsiasi altra cosa, come può immaginare di doverla togliere a qualcun altro? Con “Monsieur le comte e l’arte di uccidere”, Pierre Martin inaugura una nuova serie che mescola giallo e commedia con un’eleganza tutta francese.

    20,00
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  • Niente di nuovo sul fronte occidentale

    Niente di nuovo sul fronte occidentale

    Kantorek è il professore di Bäumer, Kropp, Müller e Leer, diciottenni tedeschi quando la voce dei cannoni della Grande Guerra tuona già da un capo all’altro dell’Europa. Ometto severo, vestito di grigio, con un muso da topo, dovrebbe essere una guida all’età virile, al mondo del lavoro, alla cultura e al progresso. Nelle ore di ginnastica, invece, fulmina i ragazzi con lo sguardo e tiene così tanti discorsi sulla patria in pericolo e sulla grandezza del servire lo Stato che l’intera classe, sotto la sua guida, si reca compatta al comando di presidio ad arruolarsi come volontari. Una volta al fronte, gli allievi di Kantorek – da Albert Kropp, il più intelligente della scuola a Paul Bäumer, il poeta che vorrebbe scrivere drammi – non tardano a capire di non essere affatto «la gioventù di ferro» chiamata a difendere la Germania in pericolo. La scoperta che il terrore della morte è più forte della grandezza del servire lo Stato li sorprende il giorno in cui, durante un assalto, Josef Behm – un ragazzotto grasso e tranquillo della scuola, arruolatosi per non rendersi ridicolo –, viene colpito agli occhi e, impazzito dal dolore, vaga tra le trincee prima di essere abbattuto a fucilate. Nel breve volgere di qualche mese, i ragazzi di Kantorek si sentiranno «gente vecchia», spettri, privati non soltanto della gioventù ma di ogni radice, sogno, speranza. Pubblicato per la prima volta nel 1929, e da allora oggetto di innumerevoli edizioni, Niente di nuovo sul fronte occidentale viene considerato uno dei più grandi libri mai scritti sulla carneficina della Prima guerra mondiale, il tentativo, perfettamente riuscito, di «raccontare una generazione che – anche se sfuggì alle granate – venne distrutta dalla guerra» (E. M. Remarque).

    12,00
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  • Lola nascerà a diciott'anni

    Lola nascerà a diciott’anni

    Come quei fiori che riescono a sbocciare da sotto un cumulo di pietre, l’amore impossibile tra Mara Bonfanti e Mario Canevari nasce tra le macerie di una Milano ferita dai bombardamenti inglesi. Quello del 24 ottobre 1942 è l’attacco più brutale dall’inizio della guerra, ma ci sono emozioni ben più forti della paura, soprattutto a vent’anni. Mara è bella, sfrontata, destinata a un matrimonio importante con un uomo vicino al duce; Mario è operaio alla Breda, figlio di un barbiere del Ticinese che gli ha insegnato l’avversione per il regime e la gentilezza dei gesti semplici. Si innamorano, sognano di potersi sposare e avere una bambina, che Mara vorrebbe chiamare Lola. Ma non è solo la barriera sociale a dividerli: è la Storia, un Paese tagliato in due, con la caduta di Mussolini che accende speranze presto soffocate nel sangue dalla Brigata Muti e dall’occupazione nazista. Amare la persona sbagliata diventa un atto sovversivo come distribuire volantini clandestini o resistere alla tortura per non tradire un compagno. Altri vent’anni dovranno passare, di segreti indicibili, vite stravolte, nascite clandestine e impensabili atti di eroismo, per sciogliere i nodi stretti dal destino.

    16,00
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  • Distanza di sicurezza

    Distanza di sicurezza

    C’è un prima e un dopo nella vita di Luciana Albertini. Il prima è Lisbona, una casa condivisa, un amore che sembrava solido. Il dopo è Roma, il ritorno forzato, e una domanda che torna ogni notte: perché Vasco se n’è andato senza spiegazioni? L’abbandono improvviso del marito segna una frattura profonda, ma anche l’inizio di un tempo diverso, in cui il dolore diventa materia viva, capace di alimentare la sua arte e di ridefinire chi è diventata. Vasco, dal canto suo, non ha smesso di interrogarsi sulla scelta che ha compiuto. La sua fuga, così netta e definitiva, nasconde una verità che non trova il coraggio di confessare, nemmeno a se stesso. Due vite che continuano a sfiorarsi a distanza, legate da un amore finito e da un segreto che pesa più dell’assenza. Romana Petri firma un romanzo profondamente umano, capace di raccontare la fine di un amore come esperienza universale, fatta di fragilità, memoria e desiderio di rinascita. «Distanza di sicurezza» si rivela una riflessione struggente sull’assenza e sul coraggio di lasciar andare, che insegna come le spiegazioni mancate possano trasformarsi nel primo passo verso la propria libertà.

    20,00
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  • E ti chiameranno strega

    E ti chiameranno strega

    A guardarlo da lontano, il castello di Fiè allo Sciliar sembra un luogo da fiaba. Scolpito nell’onice bianco, si staglia maestoso sul cielo cobalto di una valle delle Dolomiti e pare custodire le case che lo circondano. Nessuno penserebbe che tra quelle mura imponenti sia stato perpetrato un crimine orrendo, si sia svolto uno dei processi più drammatici del Cinquecento e trenta donne innocenti abbiano perso la vita sul rogo. E invece le streghe dello Sciliar sono state incarcerate nelle minuscole celle dei sotterranei del castello, sono state chiamate amanti del demonio, torturate, sono state loro estorte confessioni false, volte solo a far terminare il supplizio. E non sono state piante da nessuno, perché provare compassione per quelle donne dannate avrebbe significato autoaccusarsi. Barbara Vellerin è una di loro. Cresciuta dalla madre ai margini del villaggio per stare a contatto con la natura, i suoi primi anni di vita sono stati un incanto, tra lo studio delle piante e la cura dei bisognosi. Poi tutto è cambiato, il sospetto si è fatto strada negli occhi di coloro che prima richiedevano i suoi medicamenti e le idee di un manipolo di religiosi, per i quali ogni donna è una potenziale strega, si sono diffuse nella valle come una peste. Cinquecento anni dopo, Arianna Miele vince un concorso come curatrice di una mostra sulle streghe dello Sciliar. È la sua occasione per iniziare finalmente la carriera da antropologa che desidera, per rendersi indipendente da una famiglia che da sempre cerca di soffocarla e per dimostrare, soprattutto a sé stessa, il proprio valore. Non può sapere che, riportando alla luce le vite di un gruppo di donne che per lei all’inizio non sono altro che una lista di nomi, scoprirà una verità scomoda sull’eroe di quelle parti, il capitano del Tirolo Franziskus von Stauber, e riuscirà a dar voce, lei che una voce non l’ha avuta mai, a una donna innocente, messa a tacere dall’ipocrisia e dalla crudeltà.

    19,00
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  • Il Leviatano

    Il Leviatano

    Norfolk, 1643. È il secondo anno di una guerra civile che farà a brandelli l’Inghilterra. Un tempo turbolento, di divisioni radicali, di streghe e di santi, di poeti e predicatori, in cui la scienza si chiama filosofia naturale e il fervore religioso ammanta, o distorce, ogni cosa. Thomas Treadwater, soldato semplice, torna a casa spinto dal dolore pulsante di una ferita, oltre che da una – più urgente – lettera di sua sorella Esther. La ragazza, sedici anni, è timida e solitaria, molto devota: un carattere schivo in cui ogni inciampo della quotidianità provoca un terremoto. Così, quando Esther scopre che la serva Chrissa Moore intrattiene con suo padre una relazione dai contorni imprecisi, il suo turbamento è tale da spingerla a scrivere quella lettera. E quando Thomas, rientrando finalmente a casa, trova tutto il bestiame sterminato senza causa apparente e il padre ammutolito e immobilizzato nel letto, la parola che Esther sa pronunciare nei confronti di Chrissa è solo una: strega. Toccherà a Thomas, e alla sua totale fiducia nella scienza e nell’intelletto, riportare ordine nella dimora e nella vita dei suoi abitanti. Ma la strada verso la verità, in cui lo accompagna il suo mentore, il poeta John Milton, ha più a che fare con i coni d’ombra da cui nascono gli incubi che con le chiare e diritte vie della logica. Fra visioni e naufragi, torture e tradimenti, sfiorando le vette della fede e gli abissi della ragione, la ricerca di Thomas finirà per portare alla luce un segreto. Un segreto impossibile, sovrumano, terrificante.

    19,00
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  • Lo spirito aspetta cent’anni

    Lo spirito aspetta cent’anni

    È un Natale rovente a Durban, come non se ne vedono da anni. Sana sta andando a casa. Non una vera e propria casa, ma l’ennesimo, nuovo indirizzo scelto da suo padre. Lui è convinto che le acque dolci della costa orientale li aiuteranno a lasciarsi alle spalle il dolore per la perdita della madre di Sana, sua moglie. La nuova casa è Akbar Manzil, un tempo la tenuta più maestosa di quel tratto di costa sudafricana. Quando le navi dall’Europa entravano in porto, i passeggeri rimanevano estasiati alla vista del maniero, con i suoi parapetti in marmo, le torri in stile romanico, le cupole dorate. Ora gli antichi fasti sono solo un ricordo: oggi Akbar Manzil è un residence un po’ in disarmo dove si viene per dimenticare, o farsi dimenticare. Ad accogliere Sana e suo padre col loro lutto da elaborare, grandi finestre che li osservano come occhi spenti e, stretto fra corridoi bui, un appartamento polveroso. Il palazzo tuttavia è un territorio che chiede di essere esplorato, in particolare l’ala est, dove non va mai nessuno: solo oggetti dimenticati, porte sbarrate. L’ala dove c’è una stanza chiusa, congelata nel tempo, che contiene foto sbiadite di una coppia felice e un diario che sussurra i suoi segreti. Una stanza le cui pareti vibrano di una presenza: Meena. Sana è un’adolescente sola e la storia di Meena diventa la sua unica compagnia: quella giovane donna morta quasi cent’anni prima in circostanze misteriose, il suo sogno d’amore distrutto. Ma quando la verità sembra vicina, un’ombra impalpabile e insistente inizia a risvegliarsi dal suo lungo sonno e ad Akbar Manzil cambierà ogni cosa. Per i vivi e per i morti. Certe cose non rivedono mai la luce. Gridano, battono i pugni contro il destino, nella speranza di essere scoperte. Una lettera dimenticata sotto uno schedario, un bottone d’avorio in un divano. Fremono di rabbia per la loro palese irrilevanza. Alla fine si placano. Si rassegnano al destino e contemplano il tempo che scorre. Ma continuano a sperare.

    20,00
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  • La donna senza memoria. Le indagini di Madame le commissaire

    La donna senza memoria. Le indagini di Madame le commissaire

    A Fragolin, la scomparsa del sindaco Thierry ha lasciato una ferita profonda. La cittadina provenzale fatica a ritrovare la sua serenità, e anche Isabelle Bonnet, detta Madame le Commissaire, cerca di ricucire la sua quotidianità con lunghe passeggiate tra i campi di lavanda, nuotate rigeneranti e chiacchiere al bar con l’amica Clodine. Ma la tranquillità è destinata a durare poco. Quando Apollinaire, il suo fedele assistente, evita per un soffio di investire una donna sbucata all’improvviso dal bosco, un nuovo caso prende forma: la donna è ferita, in stato di shock, non ricorda nulla di sé, nemmeno il nome. Ha ricevuto cure mediche professionali, eppure nessuno è riuscito ad ottenere indizi utili per risalire alla sua identità. Di fronte a troppe domande senza risposta, Isabelle decide di lanciare un appello sui social. Ma proprio in quel momento, la donna senza memoria svanisce nel nulla. Inizia così un’ulteriore indagine, la settima, per la commissaria più amata della narrativa contemporanea. “La donna senza memoria. Le indagini di Madame le commissaire“ si presenta come un nuovo appassionante capitolo della serie di gialli ambientati nella soleggiata, ma mai del tutto innocente, Provenza.

    20,00
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  • La chiave delle ombre

    La chiave delle ombre

    Nel cuore del Galles, nel 1783, si intrecciano storie di magia, mistero e segreti sepolti, in un racconto che fonde l’atmosfera gotica con la suspense di un thriller. Protagonista di questa storia è Henry Talbot, un giovane medico che accetta di trasferirsi nel remoto villaggio di Meirionydd, dove la lingua locale gli è sconosciuta e la vita è ancora regolata da antiche superstizioni. Poco dopo il suo arrivo, Henry scopre che il suo predecessore è morto in circostanze misteriose e che qualcosa di sinistro si nasconde tra le ombre del villaggio. A turbare ulteriormente la sua ricerca di risposte è un simbolo criptico che appare nei luoghi più strani. Le sue indagini lo portano a entrare in contatto con Linette Tresilian, la signora del maniero, una giovane donna che, pur vivendo circondata da libri di magia, nega ogni connessione con il mondo occulto. Senza più il padre e con una madre sull’orlo della follia, Linette sembra conoscere i segreti più oscuri del villaggio, e si allea con Henry in una pericolosa ricerca della verità. Tra superstizioni e magia, la loro ricerca li porta a svelare verità terribili, unendo i loro destini in modi che non avrebbero mai immaginato. “La chiave delle ombre” è un avvincente mistery storico che unisce sapientemente elementi di mistero, folklore e magia, un’opera imperdibile per gli amanti del genere.

    22,00
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  • Di spalle a questo mondo

    Di spalle a questo mondo

    Libro presentato da Giulia Ciarapica nell’ambito dei titoli proposti dagli Amici della domenica al Premio Strega 2025.

    Se è vero che ogni esistenza viene al mondo per incarnare un dramma, quello di Ferdinando Palasciano e di sua moglie Olga Pavlova Vavilova è tra i più dolenti e irriducibili: è il dramma dell’imperfezione.

    Il pendolo è muto. Ferdinando e io studiamo le grandezze del tempo sprofondate in un orologio fermo. C’è una gioia selvatica in questa stanza. Facciamo gli amanti in ginocchio, uno di fronte all’altra, con l’impulso a prenderci. Ma ci siamo intimiditi nella morte. Io gli dico che sento intorno a me una luce cieca. È uguale a quella delle primavere russe.

    «In questo romanzo fatto di luci e ombre, in cui la storia individuale è sapientemente innestata in quella collettiva, Wanda Marasco raggiunge il culmine assoluto di un affondo nell’umano che da Il genio dell’abbandono non smette di abbagliare e di sorprendere. Ogni frase, ogni parola è sapienza e cura. E la cura – come scrive l’autrice – è quasi tutto». – Elisa Ruotolo

    «In Wanda Marasco colgo almeno due tratti decisivi: la raffinatezza della scrittura, che occupa tutte le gradazioni dei registri linguistici, e lo slancio drammatico portato entro la narrazione, che dà ai personaggi uno stacco e un dinamismo straordinari». – Cesare Segre

    Fin da bambino Ferdinando ha odiato la morte al punto da fare della salvezza la sua ossessione di medico. Ma una vocazione così grande, scontrandosi con le iniquità subite, non può che fallire e trovare casa nella follia. Olga, nella sua infanzia a Rostov, ha dovuto misurarsi proprio con l’alienazione materna, quintessenza di Storia e fragilità. Unico scampo da essa la fuga, frenata da una radice nascosta sotto la neve e dalla zoppia, che diventa destino e comunione con l’imperfetto. Ma si può vivere a un passo dall’ideale? Ferdinando, dal buio della sua ratio opacizzata, continuerà a salvare asini e pupi; mentre Olga, pur guarita dalla scienza e dall’amore di Ferdinando, tornerà a claudicare. Voi non credete che quando ci spezziamo è per sempre? La domanda che Olga rivolge al pittore Edoardo Dalbono è sintesi di una irreparabilità e di una caduta che restano perenni.

    Proposto da Giulia Ciarapica al Premio Strega 2025 con la seguente motivazione:

    «Di spalle a questo mondo di Wanda Marasco (Neri Pozza) è di certo un romanzo ispirato al racconto della vita di Ferdinando Palasciano, primo chirurgo a proclamare il principio di neutralità dei feriti di guerra e che, come quel Vincenzo Gemito che pare consegnargli il testimone, trovò nella follia uno sguardo più lucido sulla realtà. Così com’è anche il romanzo di un’altra protagonista, Olga Pavlova Vavilova, moglie di Palasciano. Ma dire che il romanzo di Marasco si limiti a questo, vorrebbe significare la negazione di un senso più profondo dell’intera storia, fatta innanzitutto di ricerca stilistica più che di trama. Se è vero che la claudicanza di Olga è pronta a trasformarsi in una zoppia universale, che appartiene a noi tutti – uomini e donne di ieri e soprattutto di oggi –, è altrettanto vero che questa claudicanza interiore ha uno scopo principe in questo romanzo, quello di attribuire una verità alla fragilità umana. Marasco parte dal corpo, e in primo luogo quello dei due protagonisti, per far sì che proprio questo strumento umano si trasformi in uno strumento di scrittura, un mezzo attraverso cui l’autrice – con tutta la sua personalità drammaturgica – ci racconta chi siamo stati e cosa continuiamo a essere. Lo fa con una lingua che non ha altri punti di riferimento se non sé stessa, un lavoro di artigiano raffinatissimo che unisce più dimensioni: la lingua di appartenenza, quella delle madri, quella d’origine casalinga (dunque dialettale); quella imparata, con lo studio e la pazienza; e quella della poesia, grazie a cui Marasco, con pochi termini sontuosi e tuttavia terreni, riesce a dare parola e sostanza all’invisibile che rincorriamo ogni giorno.»

    20,00
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  • La maestra del vetro

    La maestra del vetro

    Autor* : Tracy Chevalier

    Traduzione di : Massimo Ortelio

    Editore ‏: Neri Pozza (17 settembre 2024)

    Collana : I narratori delle tavole

    ISBN-13 : 9788854529687

    Pagine : 400

    Formato : Brossura

    20,00
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