• Un ottimo lavoro

    Un ottimo lavoro

    Firmìn è un abilissimo falegname: costruisce cavalli a dondolo che galoppano da soli, ruote che girano non appena le guardi e altri fantastici oggetti. Ma ancora non sa quale stranissimo lavoro sta per affidargli il Barone Von Bombus, che è appena tornato dalla guerra… Età di lettura: da 8 anni.

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  • Platone. Una storia d'amore

    Platone. Una storia d’amore

    Nel cuore dell’estate del 415 a.C., sulle rive del Pireo, quattro giovani osservano silenziosi una giornata che cambierà il destino di Atene. Tra loro spicca Aristocle, un dodicenne destinato a diventare noto come Platone. Attraverso una narrazione intensa e coinvolgente, Matteo Nucci racconta la straordinaria trasformazione di un ragazzo fragile e pieno di contraddizioni in uno dei filosofi più influenti della storia: dall’infanzia segnata dalla timidezza, dal dolore per la morte prematura del padre e da una famiglia ingombrante, fino all’incontro che ne muterà il cammino, quello con Socrate. Nel suo racconto, Nucci tratteggia un Platone vivo, complesso, immerso in amicizie profonde e amori intensi. Dopo la condanna e la morte di Socrate, il filosofo parte per un viaggio che lo porta fino in Egitto e a Cirene.

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  • Il mio nome è Emilia del Valle

    Il mio nome è Emilia del Valle

    Nata nel 1866 a San Francisco, Emilia del Valle Walsh ha già nel sangue il fuoco della ribellione e la sete di libertà. Figlia di una suora irlandese e di un aristocratico cileno, cresce in un quartiere popolare a forte presenza messicana, respirando fin da piccola il valore della dignità e l’importanza della parola scritta. Brillante e determinata, sfida ogni convenzione: sceglie la scrittura come vocazione e adotta uno pseudonimo maschile, Brandon J. Price, per pubblicare i suoi primi romanzi d’avventura. Ma la vera svolta arriva quando conquista un ruolo da editorialista al San Francisco Examiner. Quando nel 1891 scoppia la guerra civile in Cile, Emilia convince il suo editore a inviarla come corrispondente sul campo. Ha così inizio un viaggio intenso e trasformativo, sospeso tra la cronaca storica e il coinvolgimento personale. A Santiago, città al limite del collasso, trova ospitalità presso Paulina del Valle, figura già nota ai lettori, e qui Emilia affronta da vicino gli orrori del conflitto, scopre l’amore e riallaccia un legame con il padre biologico negli ultimi istanti della sua vita. Il suo destino sembrerebbe ricondurla a San Francisco, ma un’ultima eredità paterna la spinge altrove: una piccola proprietà isolata, sulle rive del lago Pirihueico, immersa in una natura ancora intatta. È lì che Emilia trova la chiave per dare senso a tutto ciò che ha vissuto. “Il mio nome è Emilia del Valle” si aggiunge come un nuovo, prezioso tassello alla saga familiare dei del Valle, una trilogia che dipinge con maestria un altro intenso frammento di storia del Cile.

    22,00
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  • L'anniversario

    L’anniversario

    Libro presentato da Emanuele Trevi nell’ambito dei titoli proposti dagli Amici della domenica al Premio Strega 2025.

    L’anniversario è prima di tutto un romanzo di liberazione, che scardina e smaschera il totalitarismo della famiglia. Ci ferisce con la sua onestà, ci disarma con il suo candore, ci mette a nudo con la sua verità. È lo schiaffo ricevuto appena nati: grazie a quel dolore respiriamo.

    «Dieci anni fa, quel giorno, ho visto i miei genitori per l’ultima volta. Da allora ho cambiato numero di telefono, casa, continente, ho tirato su un muro inespugnabile, ho messo un oceano di mezzo. Sono stati i dieci anni migliori della mia vita.»

    «Ci si può liberare dai propri genitori? Dal male che ci hanno fatto? Senza ritorno e senza appello? È una domanda scandalosa. Andrea Bajani la affronta da scrittore, in un libro scandalosamente calmo.» – Emmanuel Carrère

    «Facciamo sempre, e solo, quello che ci sembra possibile. A volte nulla, a volte troppo, a volte pochissimo ma tutto il possibile. Le tre sole parole concesse, per esempio. Che libro. Quanta gratitudine, nel leggerlo» – Concita De Gregorio, La Repubblica

    «Di molte famiglie si può decidere se raccontare i momenti belli e nascondere quelli brutti oppure mettere insieme quelli brutti, allucinanti, in una costellazione. Questo è quello che fa il romanzo.» – Luca Mastrantonio, 7 – Il Corriere della Sera

    «Una furia che si è placata attraverso la scrittura, l’autoanalisi, lo scavo in un’interiorità da parte di un uomo che non teme di ascoltarsi.» – Gloria Ghioni, Critica Letteraria

    «Il dolore è raccontato ovunque, la sua trasformazione in letteratura è una rarità.» – Francesco Longo, Rivista Studio

    Si possono abbandonare il proprio padre e la propria madre? Si può sbattere la porta, scendere le scale e decidere che non li si vedrà più? Mettere in discussione l’origine, sfuggire alla sua stretta? Dopo dieci anni sottratti al logoramento di una violenza sottile e pervasiva tra le mura di casa, finalmente un figlio può voltarsi e narrare la sua disgraziata famiglia e il tabù di questa censura “con la forza brutale del romanzo”. E celebrare così un lacerante anniversario: senza accusare e senza salvare, con una voce “scandalosamente calma”, come scrive Emmanuel Carrère a rimarcarne la potenza implacabile. Il racconto che ne deriva è il ritratto struggente e lucidissimo di una donna a perdere, che ha rinunciato a tutto pur di essere qualcosa agli occhi del marito, mentre lui tiene lei e i figli dentro un regime in cui possesso e richiesta d’amore sono i lacci di un unico nodo. L’isolamento stagno a cui li costringe viene infranto a tratti dagli squilli di un apparecchio telefonico mal tollerato, da qualche sporadico compagno di scuola, da un’amica della madre che viene presto bandita. In questo microcosmo concentrazionario, a poco a poco si innesta nel figlio, e nei lettori, un desiderio insopprimibile di rinascita – essere sé stessi, vivere la propria vita, aprirsi agli altri senza il terrore delle ritorsioni. Con la certezza che, per mettersi in salvo, da lì niente può essere salvato.

    Proposto da Emanuele Trevi al Premio Strega 2025 con la seguente motivazione:

    «È una storia eccezionale, quella di Bajani, che infrange un vero e proprio tabù: nelle prime pagine del libro incontriamo il protagonista che ci racconta dell’ultima volta che ha visto i suoi genitori, prima di voltare le spalle per sempre alla sua famiglia, disgregata dalla violenza del padre-padrone e dalla muta, disperata sottomissione della madre. Per delineare un’immagine credibile di questo inferno domestico e della fuga senza ritorno del protagonista, il narratore ricorre alle risorse del romanzo per mettere ordine nei dati dell’esperienza, spiccando quel salto mortale capace di condurlo dall’informità del “reale” alla consistenza e alla leggibilità del “vero”. Ed è solo così che una vicenda singola si trasforma in uno specchio in cui tutti i lettori possono intravedere qualcosa che non conoscevano direttamente, eppure li riguarda. L’anniversario è un romanzo avvincente e originalissimo, che colpisce chi legge come un pugno nella testa e nella pancia. Bajani non sente il bisogno né di condannare, né di perdonare, e ci racconta quanto sia impervia e necessaria la via del riscatto.»

    16,00
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  • La mano che cura

    La mano che cura

    Prima arrivano le mosche. Quattro mosche che le ronzano per casa, a Medellín. Poi, una sera, Lina si trova davanti una donna dalla pelle scura come la notte che la invita a cercarla. Si chiama Ana Gregoria, anche se il suo nome non lo rivela e Lina non l’ha mai incontrata. «Ci sono cose che si sa che esistono anche se non si vedono e cose che si vedono pur sapendo che non esistono,» le risponde la madre quando Lina glielo racconta. E così inizia la sua storia. La storia di quando Lina non era ancora nata e sua madre Soledad aveva undici anni e una maestra di quinta elementare di nome Ana Gregoria. Una donna come non se ne erano mai viste in quel paese tra i monti dell’Antioquia, con la pelle scura come la notte e l’accento di chi viene dal mare. Sarà Ana Gregoria a svelare a Soledad chi è realmente. A farle immergere le dita nella terra per sentirla fremere. A insegnarle a mescolare erbe e radici e a pronunciare parole per invocare il silenzio intorno a sé e non essere vista né sentita. A parlare con le ombre. Perché la piccola Sole ha la mano che cura. Adesso tocca a Lina scrivere la sua storia, proprio mentre attorno a lei, dopo la scomparsa del padre, tutto sembra sgretolarsi e trascinarla verso un abisso. Ana Gregoria, ormai anziana, la sta chiamando. Spetta a Lina decidere se accettare un’eredità tanto preziosa quanto fragile, che si tramanda da generazioni tra superstizione e folklore. Perché non tutti capiscono i suoi poteri: la mano che cura può essere una benedizione, ma anche una condanna, e Lina dovrà fare la sua scelta. Con una scrittura potente, a tratti quasi ipnotica, che carica il racconto di tensione tellurica, Lina María Parra Ochoa intesse una storia tutta al femminile, che ruota intorno alla figura della bruja e si muove agile al confine tra magia e realtà, nel solco della migliore letteratura sudamericana.

    17,00
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  • Profeta

    Profeta

    Nel cuore di una remota località britannica un fenomeno inspiegabile prende vita: una tavola calda appare improvvisamente, accogliente e perfettamente equipaggiata, benché isolata da qualsiasi connessione con il mondo reale. Con il passare del tempo, insieme ad altri insoliti oggetti come giocattoli e libri d’infanzia, spuntano morti misteriose. Le indagini iniziano nel buio più totale, ma quando gli agenti Sunil Rao e Adam Rubenstein, due poliziotti con approcci diversi ma altamente competenti, si interessano al caso, scoprono l’esistenza di una sostanza chiamata «Prophet’’. Questa sostanza riesce a materializzare i ricordi più felici delle persone, solo per trasformarli in un’arma contro di loro. Tuttavia, la domanda rimane: chi si cela dietro a questo malefico stratagemma? Per quale motivo persone innocenti vengono assassinate? Dalla penna di Helen MacDonald e Sin Blaché prende forma «Prophet’’, un giallo psicologico unico che unisce thriller, fantascienza e umorismo. Una storia avvincente che esplora i misteri della mente umana e il significato dei ricordi, svelando il loro potente impatto sulle vite di ognuno di noi.

    22,00
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  • Nevada

    Nevada

    Maria è una ragazza trans che vive a New York e lavora come commessa in una libreria. Impantanata in una relazione ormai spenta e insoddisfatta su più fronti, un giorno scopre di essere stata tradita dalla fidanzata e poco dopo perde pure il posto di lavoro. Fedele alle proprie idee punk rock, decide allora di partire per un viaggio in auto verso il Pacifico. Comincia così un roadtrip che porterà la protagonista nelle profondità dell’America e di se stessa, anche grazie all’incontro con James, un ragazzo che sta vivendo i suoi stessi dubbi e problemi. Spassoso, dolcissimo, ma anche di una profondità e sensibilità disarmanti, Nevada è uno spaccato di vita trans che è diventato oggetto di culto negli Stati Uniti. Un’opera che porta chiunque a interrogarsi sui propri desideri e identità, aprendo nuovi orizzonti e trasmettendo una gran voglia di vivere e un irrinunciabile senso di libertà.

    18,00
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  • Fratellino

    Fratellino

    È alla ricerca del fratello piccolo, partito con l’intenzione di raggiungere l’Europa e mai arrivato, che Ibrahima Balde lascia la Guinea e il lavoro di camionista, per intraprendere un viaggio che non voleva fare, ma che è comune a migliaia di africani. Questo romanzo è la cronaca, lucida ed essenziale, della vita di Ibrahima Balde, da lui stesso raccontata, e trascritta dal poeta Amets Arzallus Antia. Una voce che ci fa capire, senza vittimismo ma in tutta la sua drammaticità, cosa sono la traversata del deserto, il traffico dei migranti, la prigionia, le torture, la violenza della polizia, il viaggio in mare, la morte. Una voce ferma, così chiara e profonda da diventare a tratti poetica, che ci racconta cosa significa conoscere la sete, la fame, la sofferenza. Esistono mille motivi e storie che portano una persona ad attraversare il Mediterraneo per cercare di raggiungere l’Europa. La disumanizzazione delle loro morti, le espulsioni, le vite illegali sembrano necessarie per alimentare la nostra indifferenza. In realtà ognuna di queste vite è unica e universale e questo racconto ne è la drammatica testimonianza.

    12,00
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