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Amalia, l’obliqua
€18,00Il 13 aprile del 1907 è un sabato. Amalia si alza molto tardi, com’è sua abitudine, e si rende conto che c’è qualcosa che desidera fare: vuole conoscere quel poeta che incrocia spesso nei salotti torinesi e che le è parso stranamente affine. Lui si chiama Guido Gozzano, è di un paio d’anni più giovane ma in fondo possono considerarsi coetanei. Lei è Amalia Guglielminetti, al momento certamente l’artista più celebre tra i due. Dalla decisione di quel giorno nascerà uno degli amori più infelici della letteratura, una relazione inquieta destinata a trasformarsi in uno scontro e poi in una lunga, tormentata amicizia. Ma chi è Amalia, questa autrice che il secolo scorso sembra aver risucchiato nell’oblio? Una donna sempre elegantissima, piena di fascino, anticonformista, pronta a dare scandalo pur di non annoiarsi, che preferisce il proprio talento al matrimonio. Per Emanuela Canepa, Amalia prende subito la forma di un’ossessione.
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La vita sempre
€20,00In un’Italia attraversata dalla guerra, dalla povertà e dalle ombre del fascismo, due destini lontani si sfiorano fino a intrecciarsi in un amore che sfida tutto. Francesco è un ragazzo brillante, irresistibile e molto bravo a mentire. Cresce diventando un uomo dal fascino ribelle, un seduttore, un giocatore d’azzardo che vive inseguendo la fortuna e fuggendo dalle responsabilità. Teresa, invece, nasce in un vicolo povero, in una famiglia che non ha nulla tranne la dignità. Con occhi profondi e un carattere tenace, è l’unica del suo quartiere a conquistare un diploma, costruendo il suo futuro passo dopo passo, proteggendo sogni che non osa mai rivelare. Sono opposti in tutto, e proprio per questo si cercano, si trovano e si amano. Tra loro nasce un sentimento che sfida le leggi del tempo e della storia, che resiste alla violenza della guerra, alle imposizioni sociali, alle difficoltà. Perché quando la vita vuole vivere davvero, niente può fermarla. Con «La vita sempre», Elena Varvello ci regala un romanzo che attraversa il tempo e la memoria, raccontando un amore che resiste al dolore, alla Storia, alle regole imposte dal mondo.
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Quello che so di te
€19,00Libro presentato da Salvatore Silvano Nigro nell’ambito dei titoli proposti dagli Amici della domenica al Premio Strega 2025.
Nadia Terranova ci consegna con queste pagine il suo romanzo più personale e più intenso, che ci interroga sul potere della memoria, individuale e collettiva, e sulla nostra capacità di attraversarla per immaginare chi siamo.
C’è una donna in questa storia che, di fronte alla figlia appena nata, ha una sola certezza: da ora non potrà mai più permettersi di impazzire. La follia nella sua famiglia non è solo un pensiero astratto ma ha un nome, e quel nome è Venera. Una bisnonna che ha sempre avuto un posto speciale nei suoi sogni. Ma chi era Venera? Qual è stato l’evento che l’ha portata a varcare la soglia del Mandalari, il manicomio di Messina, in un giorno di marzo? Per scoprirlo, è fondamentale interrogare la Mitologia Familiare, che però forse mente, forse sbaglia, trasfigura ogni episodio con dettagli inattendibili. Questa non è solo una storia di donne, ma anche di uomini. Di padri che hanno spalle larghe e braccia lunghe, buone per lanciare granate in guerra. Di padri che possono spaventarsi, fuggire, perdersi. Per raccontare le donne e gli uomini di questa famiglia, le loro cadute e il loro ostinato coraggio, non resta altro che accettare la sfida: non basta sognare il passato, bisogna andarselo a prendere. Ritornare a Messina, ritornare fra le mura dove Venera è stata internata e cercare un varco fra le memorie (o le bugie?) tramandate, fra l’invenzione e la realtà, fra i responsi della psichiatria e quelli dei racconti familiari.
Proposto da Salvatore Silvano Nigro al Premio Strega 2025 con la seguente motivazione:
«“La famiglia è la storia che ti racconti, il modo in cui te la racconti, mentre ognuno vive il suo pezzo di vita, la sua parte nel gruppo, a tratti indifferente alla versione degli altri. Scrivere è interrompere il non detto, o crearne uno nuovo… scrivere è creare un incantesimo; se lo scrivo accade. Scrivere è spezzare un incantesimo: se lo scrivo, non accade più”. La citazione magistralmente ritmata è stata sfilata dal grandioso romanzo di Nadia Terranova, Quello che so di te, pubblicato dall’editore Guanda. È una illuminante dichiarazione di intenti; e anche un’indicazione di lettura. Il romanzo di Nadia Terranova non è infatti una cronaca familiare che guarda all’albero genealogico. È una continua interrogazione di una Mitologia Familiare, saggiata, corretta, verificata o contraddetta, dove il detto e il non detto, il silenzio e la parola, il pudore e l’autoinganno, il sogno e la realtà, la solitudine e l’orfanezza, la superstizione e la fatalità, sono passioni dell’enunciazione: in un romanzo che, prima di tutto, guarda al valore letterario, grazie anche all’esattezza di una lingua sapientemente tersa. L’asse della storia è dato dalla ricostruzione di un caso di follia in famiglia, che diventa un viaggio nel tempo e nei corpi di una bisnonna e della narratrice: due diverse esperienze della maternità, tra dolori, incanti e alchimie fisiologiche; sull’esser donne e sull’esser padri, con sgomento e paure. Non manca, nel romanzo autobiografico di Nadia Terranova, la consueta memoria di un paesaggio d’affetto. È il quadro della sua Messina ferita dalla guerra e dal terremoto, ma sempre magica, sotto i riflessi lattiginosi dell’aerea “Lupa”: una “condensa” che oscura la costa calabrese ricordando ai messinesi che la Sicilia è un’isola, basta un po’ di nebbia per separarla dal continente».
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Un certo Paul Darrigrand
€12,00È una mattina d’autunno del 1988. Il giovane Philippe, da poco stabilitosi a Bordeaux per proseguire gli studi, si scontra nei corridoi della facoltà con uno studente di qualche anno più grande. Questione di un secondo, un rapido scambio di sguardi, un turbamento fugace. Quindi un pranzo al ristorante, una passeggiata. Comincia così un rapporto tormentato, emozionante e malinconico. Il fascinoso sconosciuto si chiama Paul Darrigrand e ha gli occhi neri e profondi, il fisico asciutto del surfista, l’aria sicura. Ha anche una moglie, ma questo non basta a frenare la passione che si accende durante una vacanza invernale all’isola di Ré. Il resto sono momenti rubati, abbracci clandestini, dubbi e, per il più fragile Philippe, una lotta accanita contro una misteriosa malattia. «Un certo Paul Darrigrand» è il racconto di un anno vissuto pericolosamente. Una storia di giovinezza, di esitazioni e di desiderio.