• Non uscire dal bosco

    Non uscire dal bosco

    La baita è nascosta così in profondità tra gli alberi che nessuno potrebbe trovarla per caso. Nessun vicino. Nessuno a cui chiedere aiuto. Mary conosce ogni rumore del bosco: il vento tra i rami, il verso degli animali, i passi di Cal quando torna al tramonto. Sa cosa deve fare prima che lui apra la porta. Sa quali parole dire, quando sorridere, quando tacere. Ma negli ultimi tempi qualcosa è cambiato. Cal la osserva più a lungo. Si irrita per un piatto servito in ritardo, per una risposta sbagliata, per un’esitazione di troppo. E mentre il bosco intorno alla baita sembra stringersi sempre di più, Mary comincia a ricordare frammenti della sua vita di prima. Una vita che Cal ha sepolto insieme a tutto ciò che era una volta. Poi, sotto le assi del pavimento, Mary trova delle lettere. Sono state scritte dalla donna che viveva nella baita prima di lei. Una donna che seguiva le stesse sue regole. Ogni lettera è un avvertimento. Mary non è la prima. E se non capisce in fretta cosa è successo alla donna che gliele ha lasciate, non sarà nemmeno l’ultima…

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  • Sangue marcio

    Sangue marcio

    Pietro e Massimo sono due bambini privilegiati. La loro è una famiglia facoltosa e hanno tutto quello che si può desiderare: una villa con piscina, un campo da tennis privato, i primi videogiochi. Un’infanzia felice, sospesa in un sogno borghese. Finché, un giorno d’autunno del 1976, il mondo crolla. La polizia irrompe in casa e il padre viene arrestato. I giornali, pochi giorni dopo, lo ribattezzeranno “il mostro delle Cinque Terre”. Quasi trent’anni più tardi, i due fratelli non potrebbero essere più diversi. Pietro è cresciuto in un istituto a Torino ed è diventato un cronista di nera. Massimo, affidato a uno zio, è un commissario di polizia. A unirli di nuovo è una scia di delitti, firmati da un serial killer spietato. Il tempo li ha cambiati. Massimo, un ragazzino impulsivo che metteva tutti in riga con il suo motto «Vatti a nascondere in Tibet» oggi è un uomo svuotato, con troppe ombre e troppi Martini in corpo. Pietro ha un carattere introverso, incapace di lasciarsi accostare dagli altri. Ma il passato non si dimentica. E così, mentre il killer continua a colpire, i due fratelli si riavvicinano, tanto da ritrovarsi ad affrontare una resa dei conti, indietro fino al giorno in cui è crollato il mondo. “Sangue marcio” è un romanzo magnetico che scava nella psicologia dei personaggi, costringendo il lettore a confrontarsi con il lato oscuro dell’essere umano. È l’esordio di Antonio Manzini, pubblicato vent’anni fa che torna finalmente in libreria.

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