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Acque Farsa
€15,00Acque Farsa è una silloge potente, una stratificazione di versi audaci e sperimentali, dove la parola diventa materia viva e spesso ferita. Con una lingua intensa, frammentaria e viscerale, Ulrich Estarossa attraversa territori privati e collettivi, esplorando la famiglia, l’identità, il disagio mentale, l’amore, la violenza della guerra e le contraddizioni della società contemporanea. Ogni poesia è un’immersione nei limiti e nelle fragilità dell’umano, un invito coraggioso e provocatorio a ripensare il mondo attraverso il filtro della sensibilità poetica. Una raccolta che colpisce per originalità, intensità e capacità di lasciare nel lettore tracce profonde e inquietanti.
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La vita giovane
€20,00Chi siamo prima di diventare noi stessi? Teo ha ventotto anni e tra sé e la sua adolescenza ha messo molti chilometri e altrettanti silenzi. Milano gli ha concesso l’anonimato, avventure sessuali e soprattutto la possibilità di dimenticare. Quando però due dei suoi migliori amici del liceo, Giorgio e Matilde, si sposano, decide di tornare a casa, nella città di provincia in cui è cresciuto, dopo quasi dieci anni di assenza. Qui ritrova il gruppo di amici dell’epoca: oltre agli sposi – monade a due teste fin dalla terza superiore – ci sono Sofia, il suo amore mancato, Tommaso, l’indomabile, e Marta, la più fragile e misteriosa del gruppo. Dal primo all’ultimo anno di liceo sono stati loro sei: sempre insieme, visceralmente legati, inseparabili. Forse a tenerli uniti erano le ferite da cui ognuno dei sei, così giovane, era già segnato. Ma anche la sete di vita, amore, allegria sfrenata; in qualche modo, di futuro («il futuro ci era stato promesso, ci avevano detto che sarebbe stato stupendo»). Finché, l’ultimo anno di liceo, un incidente non ha spezzato violentemente la loro amicizia: insieme, hanno fatto qualcosa di irreparabile, e quell’evento ha scavato in ognuno di loro un’insaziabile voglia di fuggire. Che adulti sono diventati? Che fine hanno fatto i loro sogni? Lo scopriamo durante i tre giorni che precedono il matrimonio, perimetro e conto alla rovescia del romanzo, che si muove avanti e indietro nel tempo in modo sapiente e implacabile, fino a condurci al momento in cui tutti i fili si riannodano e le verità di ognuno vengono a galla. Appena trentenne, Mattia Insolia scrive questa storia da una posizione eccezionale, quella di chi ha il talento e l’esperienza per raccontare la sua generazione dal di dentro. Lo fa mettendo in scena sei ragazzi feriti e disperatamente vitali negli anni in cui sono più belli, irrisolti, incandescenti. E ci consegna un romanzo mondo, che si legge tutto d’un fiato.
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La rosa inversa
€17,00In un vecchio palazzo nobiliare di Calacte, città della Sicilia Orientale, all’inizio del Novecento un uomo scopre una stanza segreta. Qui trova custoditi i classici dell’Illuminismo, le opere dei «malpensanti del secolo ateo e libertino» come Voltaire, Diderot, Montesquieu e d’Alembert, accanto a simboli e insegne della massoneria. Ad attrarre la sua attenzione è un manoscritto, La Rosa Inversa, racconto autobiografico del barone Ruggero Henares, l’antico proprietario del palazzo. La sua è una storia incredibile rimasta a lungo nascosta. Nato nel 1743, educato nel Collegio dei Gesuiti, Henares diventa amico di Giuseppe Balsamo, futuro alchimista ed esoterista col nome di Cagliostro; insieme verranno banditi per ordine del rigido padre Crisafulli, e sarà Henares, quando nel 1767 viene disposta l’espulsione dei Gesuiti dalla Sicilia, a esiliare l’odiato Crisafulli innescando la miccia della rivalsa. Sta per avere inizio un’epoca radicale e libertaria, turbamento di religiosi, conservatori e reazionari; Ruggero fonda la loggia La Rosa Inversa, dove si discute di uguaglianza e libertà, la sua sorte si lega a quella di Amalia, artista e amante libertina, con cui condivide letture e desideri. Nel nucleo di questo vortice di gesta, avventure ed eventi, Maria Attanasio insedia un dispositivo di pensiero storico e filosofico che scruta nel passato e ragiona sul presente, sulla duratura guerra tra rinnovatori e nostalgici, esclusi e privilegiati, pragmatici e sognatori. «Tra i pochi che hanno seguito l’esempio di Sciascia, di narrazioni di storie vere che si fanno romanzo quasi di per sé, per la loro intensità ed esemplarità» come ha scritto di lei Goffredo Fofi, Attanasio ha il gusto per la ricerca erudita e divertita, la sensibilità inventiva, uno sguardo pungente e beffardo; in questo romanzo che percorre il Sette-cento in Sicilia e non solo, l’immaginaria Calacte, nella realtà Caltagirone, diviene uno spazio di creazione letteraria e poetica, teatro di personaggi reali e di finzione: donne e uomini con le loro passioni e intelligenze, figure che emozionano mentre si ribellano alla loro epoca in una sfida che guarda al futuro.
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Non scrivere di me
€18,00Dennis May è morto. Per il mondo è una notizia tra le tante, per S. è il finale sbagliato della propria storia. Dennis è stato l’oggetto della sua devozione e l’artefice della sua umiliazione, la possibilità di immaginare un’altra vita e l’infinito autoinganno. Se oggi S. fa la cameriera e disprezza quasi tutto è a lui che lo deve. O forse è solo un alibi. Con una voce magnetica, tenera e spiazzante, Veronica Raimo racconta lo scandalo del desiderio che si annida nel trauma, il ridicolo che si accompagna alla tragedia, il dubbio che a definire la nostra storia – più ancora di quanto è accaduto – sia quello che, nell’ottundimento della rabbia o dell’amore, continuiamo ad aspettare. «È il senso costante di reversibilità a causare dolore, l’idea che possiamo ancora cambiare le cose». L’ultima volta che ha visto Dennis May dal vivo – Dennis May «vivo» – S. aveva addosso dei jeans scuri e una maglia color smeraldo. Ora quei vestiti sono sepolti in cantina, pezzo forte di una collezione degli orrori insieme a un Nokia con i messaggi di Dennis e una locandina autografata di «Lark», il film che lo aveva trasformato in un attore e regista di culto. Dentro quell’innamoramento collettivo S. ha camuffato la propria devozione, proteggendola con la tenacia di un cane da guardia perché nulla potesse scalfirla: né le stroncature ai film di Dennis, né i suoi silenzi e le sue fughe, né le dichiarazioni imbarazzanti alla stampa. L’ha protetta persino quando, nella stanza di un albergo a Roma, Dennis l’ha violentata per poi sparire dalla sua vita. E l’ha protetta quando ha temuto che ad altre donne, in altre stanze, potesse essere accaduta la stessa cosa. Oggi S. ha trentacinque anni, fa la cameriera in un bar, e non ha mai smesso di aspettare che Dennis tornasse per offrirle un’altra possibile versione della loro storia. Ha abbandonato il sogno di scrivere, ma legge il mondo con un’intelligenza corrosiva e un’ironia brutale che forse rivela l’esatta collocazione della ferita. Il suo è un curriculum fatto di inciampi, autosabotaggi, legami interrotti. Come l’amore incerto con Gionata, che ancora rimpiange, o la relazione burrascosa con Lorenzo, che si è innamorato di lei per quello che poteva diventare ma solo a patto che non lo realizzasse davvero, o l’amicizia con Agnese, che dice sì a tutto ma non fa mai domande, neppure quelle che a dirle ad alta voce cambierebbero molte cose. Ma adesso che Dennis May è morto, adesso che non c’è più niente da aspettare, può darsi che sia il tempo di smettere di fare la guardia, e tornare con qualcuno in quella stanza, per trovare le parole. Si dirà, di questo libro, che è un romanzo sull’ossessione amorosa e sulle narrazioni tossiche che condizionano le nostre vite, un romanzo sul fallimento e sul suo potere di seduzione, sulla scrittura e sulla vergogna, sull’ambiguità con cui la vittima abita il suo ruolo, sulla nostra idea di giustizia, su un certo modo fragile e rabbioso di essere uomini, sulla sorellanza. Si dirà tutto questo e sarà vero ma non ancora a fuoco: ci sono tanti modi di intercettare le grandi questioni del nostro presente, quello di Veronica Raimo è la letteratura.
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Tre nomi
€18,00Nella quiete spezzata da una tempesta che scuote la città, Cora stringe tra le braccia il suo bambino appena nato. È un momento di gioia e fragilità, ma anche di scelte decisive. Il neonato dovrà ricevere un nome, e con esso un destino. Potrebbe chiamarlo Gordon, come vuole il marito e la tradizione di famiglia, oppure optare per Julian, che significa «Padre del cielo» e che lei adora perché evoca luce e protezione. Poi c’è Bear, «orso», suggerito con dolcezza dalla figlia Maia. Al mattino, quando la tempesta lascia spazio al silenzio, Cora cammina verso l’anagrafe con il cuore che batte forte. Deve decidere se seguire l’aspettativa degli altri o dare voce alla sua intuizione, offrendo al figlio una possibilità diversa, un destino libero da catene invisibili. Tre nomi, tre destini, tre futuri possibili che mostrano come una decisione, apparentemente piccola, possa cambiare tutto. «Tre nomi» è un romanzo emozionante e profondo che esplora il potere delle scelte e il coraggio di seguire la propria voce, anche contro il vento.
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L’impronta del lupo
€21,00«L’impronta del lupo» è un thriller magistrale ambientato in una Minneapolis ferita da gang e ingiustizie, dove indagini parallele si intrecciano in un crescendo di tensione psicologica. Tutto inizia nel 2016, a Minneapolis, quando un trafficante d’armi viene assassinato in un regolamento di conti. Le tracce conducono a Tomas Gomez, un uomo insospettabile che potrebbe celare un’identità segreta: quella del famigerato «Lobo», il killer che vent’anni prima aveva terrorizzato la città e che ora sembra essere tornato per chiudere conti rimasti in sospeso. A raccogliere i frammenti di questa storia è Bob Oz, detective ostinato e tormentato da dipendenze e fallimenti personali. Non è il migliore, ma non molla mai. E più scava nel passato di Gomez, più comprende che il presunto assassino non agisce per vendetta, ma per un’idea distorta, e pericolosamente lucida, di giustizia. Sei anni dopo, un autore norvegese di true crime approda a Minneapolis deciso a raccontare quei fatti. Mentre ricostruisce l’accaduto, il suo percorso si intreccia con il dolore delle persone coinvolte, rivelando un legame molto più profondo del previsto. Quando le due indagini, quella del passato e quella del presente, si avvicinano fino a toccarsi, verrà a galla una verità che ribalta tutto ciò che sembrava certo.
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L’idiota di famiglia
€18,00Traduttore di professione e osservatore disilluso del mondo che lo circonda, Igor conduce a Roma una vita fatta di routine e piccole frustrazioni. Lavora sulle parole degli altri, spesso su testi mediocri, mentre la sua compagna Marta, reinventatasi come saggista femminista dopo una delusione accademica, cavalca l’onda del successo. Un giorno, la vita ordinaria di Igor viene scossa da un’urgenza che arriva dal passato. Un messaggio di sua sorella Ester lo richiama a Viareggio: il padre, l’austero Franco Nieri, un tempo intellettuale marxista noto come «Herr Professor» per la somiglianza con Adorno, sta svanendo nell’abisso della demenza senile. L’uomo che aveva costruito la sua identità sulla forza del pensiero e del rigore teorico si sta riducendo a un insieme di balbettii e ricordi frammentari. Tornare nella casa d’infanzia a Viareggio significa per Igor rimettere insieme i pezzi di un’eredità ingombrante, fatta di sogni politici mai realizzati e ambizioni frustrate. Il confronto con la malattia del padre diventa l’occasione per analizzare il complesso rapporto tra generazioni e le incomprensioni mai risolte. Con una scrittura brillante, capace di alternare comicità e commozione, il romanzo intreccia il racconto privato a una lucida satira del mondo editoriale e a una riflessione politica più ampia. «L’idiota di famiglia» esplora la vulnerabilità umana, usando la leggerezza come difesa contro il dolore e la satira come strumento per decifrare il nostro presente complicato.
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Le ragazze di Tunisi
€18,50Nella vibrante Tunisi di fine anni Cinquanta, in un quartiere popolare dove le giornate scorrono tra cortili rumorosi, vicini curiosi e profumi mediterranei, vive la famiglia Brancata. Maria, trentottenne forte e instancabile, cresce da sola le sue tre figlie adolescenti: Antonia, Santina e Pupetta. Suo marito è quasi sempre lontano, impegnato come bracciante, e quel poco che guadagna lo sperpera in pastis e sigarette. È Maria, con la sua sartoria e la sua forza silenziosa, a sostenere la casa e l’equilibrio familiare, lavorando al pianterreno, dove cuce e osserva il cortile, ignara degli sguardi rispettosi e ammirati del vedovo che vive al piano superiore. Le sue figlie crescono tra sogni e inquietudini: Antonia, la maggiore, sensibile e intelligente, studia in una prestigiosa scuola grazie all’aiuto dell’amato zio Jojo e si gode le serate al cinema e le passeggiate in Avenue de France con l’amica Marinette; Santina vive la vita a ritmo di canzoni; Pupetta, la più piccola, è la voce sincera che commenta tutto ciò che accade. Attorno a loro, una comunità varia e cosmopolita si intreccia: italiani, tunisini, francesi, ebrei e maltesi convivono in un mosaico di culture che rende la capitale tunisina un luogo unico, ricco di contrasti e fascino. Ma un vento nuovo attraversa la città: la Tunisia diventa indipendente e il destino di chi non la considera più casa cambia rapidamente. Le partenze si moltiplicano, i quartieri si svuotano e anche i Brancata devono confrontarsi con un futuro incerto, fatto di scelte difficili e nuovi inizi. «Le ragazze di Tunisi» è un romanzo intenso e pieno di vita, capace di restituire il calore di una famiglia e la poesia di un mondo che sta per trasformarsi.