• Il caso della lettera in codice. Enola Holmes. Vol. 6

    Il caso della lettera in codice. Enola Holmes. Vol. 6

    È passato ormai un anno da quando la signora Holmes, madre di Enola, Mycroft e Sherlock, si è volatilizzata nel nulla. Da allora nessuno ha più notizie di lei, né speranze di ritrovarla… Ma quando all’improvviso, nella tenuta di Ferndell Hall, arriva una strana lettera ricoperta da curiosi simboli, i fratelli Holmes capiscono subito che il mittente è una persona insolita. I misteriosi disegni e intarsi nella ceralacca denotano arguzia, sagacia, e… un senso dell’umorismo di insindacabile marchio Holmes. Il mittente deve essere lei. Eudoria Vernet Holmes. Decifrare il messaggio, però, non è semplice. La brillante Enola e i suoi insopportabili fratelli maggiori saranno costretti a lavorare gomito a gomito per risolvere l’enigma. Riusciranno ad avvicinarsi alla verità nascosta tra le righe della missiva, o l’accumularsi di complicati casi da sciogliere impedirà loro di trovare le risposte? Con questo romanzo si chiudono le straordinarie avventure di Enola Holmes, un’eroina intelligente e caparbia, capace di farla sotto il naso dello stesso Sherlock Holmes. Età di lettura: da 12 anni.

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  • Racconti di Natale: Un canto di Natale – Le campane – Il grillo del focolare – La battaglia della vita – Il patto col fantasma. Ediz. integrale

    Racconti di Natale: Un canto di Natale – Le campane – Il grillo del focolare – La battaglia della vita – Il patto col fantasma. Ediz. integrale

    Scritti tra il 1843 e il 1848, i ‘Racconti di Natale’ costituiscono uno straordinario spettacolo narrativo metafisico e magico. Con le sue storie animate da fantasmi, folletti e fate, Dickens affida alla scrittura il compito di rappresentare la qualità mutevole e fluttuante del reale, dimostrando la labilità del confine tra vero e apparente, la difficoltà di definire ciò che gli occhi vedono, di comprendere ciò che le parole dicono. Come nei romanzi, anche qui l’autore svela l’altra faccia del mito del progresso, ritraendo l’Inghilterra della disoccupazione e del malessere sociale, Londra con le sue case fatiscenti e le sue strade degradate; la vita raffigurata non è però mai talmente cupa e disperata da non consentire spazi al sorriso o alla risata liberatoria, al comico e al grottesco. Dickens progetta le sue utopie natalizie, facendo ravvedere gli indifferenti e i malvagi e, grazie all’intervento di spiriti benevoli, agli umili è consentito il lieto fine, in stanze rallegrate dall’agrifoglio, davanti a tavole finalmente stracolme di cibo.

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