• Architetti dell'anima. Da Vienna al mondo. Il secolo della psicoanalisi

    Architetti dell’anima. Da Vienna al mondo. Il secolo della psicoanalisi

    1900. In un piccolo studio della capitale dell’impero austroungarico Sigmund Freud mette a punto l’interpretazione dei sogni. È la nascita della psicoanalisi: l’uomo scopre l’esistenza dell’inconscio e nulla sarà come prima. Il grande affresco di Architetti dell’anima prende inizio proprio nella Vienna fin de siècle e racconta la storia di come menti visionarie – Freud, Jung e Adler, solo per citarne alcune – svilupparono la teoria che, forse più di ogni altra, è diventata un pilastro della civiltà occidentale nel secolo scorso, indagando la parte sommersa della psiche e liberando l’uomo dai suoi demoni repressi. Sono molti altri i protagonisti di questa storia: Melanie Klein, Anna Freud, Wilhelm Reich, Aaron Beck, Carl Rogers e John B. Watson. Il Novecento è stato il secolo della psicoanalisi.

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  • Quanto splende questo nero

    Quanto splende questo nero

    Quando Lorenzo Viani nasce, la sera di Ognissanti del 1882 in una casetta di pescatori di Viareggio battuta dal libeccio, nessuno immagina che possa essere un artista. Né sua madre Emilia, «la Madonna dai denti sfinestrati», né suo padre Rinaldo, che ha lasciato la libertà del pastore per uno stipendio da servo nella Villa Reale dei Borbone. Eppure quel bambino dalla chioma leonina diventerà il primo pittore espressionista d’Italia: «un Munch, senza conoscere Munch». È nato per dipingere, Lorenzo, e lo fa ovunque: sul bancone della bottega da barbiere dove lavora, sul lungosenna di Parigi e nelle trincee della Prima guerra mondiale, nelle colline dell’esilio, tra le braccia della sua Giulia. Per quanto si impegni, però, Lorenzo non vende un quadro, perché si ostina a ritrarre i poveri e i vagabondi e a dipingerli solo di nero. Novant’anni dopo, nella stessa città, un uomo di nome Enrico gira alla ricerca delle opere di Viani. Non è un critico d’arte né un mercante, ma da quando lo ha scoperto si è messo in testa di preservarne la memoria.

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  • Un amuleto per i giorni felici

    Un amuleto per i giorni felici

    Nel verde della campagna del Nord Carolina, in una casa senza uomini, convivono tre generazioni di donne straordinarie: Charlie Kate, levatrice e guaritrice autodidatta rispettata da tutta la comunità; sua figlia Sophia, brillante e ribelle, e Margaret, la giovane narratrice che cresce osservando il mondo con curiosità e ironia. Tra gli anni della Grande Depressione e della Seconda guerra mondiale, costruiscono un’esistenza autonoma e anticonformista, affrontando momenti difficili e gioiosi, amori e lutti. Nel loro mondo entrano ogni giorno storie, drammi e piccoli miracoli: quelli che Charlie Kate compie con la sua medicina empirica, la sua determinazione e una straordinaria fiducia nella forza della vita. Kaye Gibbons, autrice pluripremiata capace di conquistare milioni di lettori, racconta un’intensa storia di legami familiari, solidarietà femminile e libertà, costruendo personaggi indimenticabili e un affresco vivido e pulsante dell’America rurale della prima metà del Novecento.

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  • Don Milani, il maestro

    Don Milani, il maestro

    Era un maestro, don Lorenzo, oltre che un prete. Un maestro che ha accompagnato i suoi ragazzi con amore e serietà in quella che è stata una scuola di vita. Un maestro a cui stavano a cuore i suoi allievi: il suo obiettivo era infatti farli crescere cittadini liberi. Età di lettura: da 8 anni.

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  • Mosche, cavallette, scarafaggi e premio Nobel

    Mosche, cavallette, scarafaggi e premio Nobel

    Ispirato a una storia vera: attraverso gli occhi di Gigino si ripercorre la vita di una scienziata straordinaria e il valore di impegno, curiosità e perseveranza.

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  • Poesie

    Poesie

    Capace di grandi gioie e di dolori profondi, emotiva eppure forte, Antonia Pozzi infonde nei propri versi una sensibilità che respinge gli orpelli, alla ricerca di un’assoluta essenzialità. Il tentativo di dare autenticità e concretezza alla propria voce si realizza – scrive Antonella Anedda – attraverso un evidente «corpo a corpo con la parola» e grazie a una capacità di sguardo acutissima, in grado di ritrarre con esattezza tanto il profilo delle adorate montagne quanto i molteplici volti di un’interiorità chiaroscurale e complessa. In quest’ampia raccolta di poesie(1929-38) trovano spazio il legame con la natura, un sentimento di amore autentico, il gusto per la bellezza delle piccole cose – riflesso di un ardore in cui, tuttavia, è già presente il germe dell’inquietudine che avrebbe infine preso il sopravvento, portandola a togliersi la vita a soli ventisei anni.

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