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Il sole nelle pozzanghere
€17,50Ogni oggetto custodisce una storia. Ci ha visti amare, piangere, stringerci a qualcuno, restare soli. Gli oggetti che ci sono appartenuti sanno chi siamo stati o chi siamo, e se potessero parlare racconterebbero la verità su di noi. Forse per questo, a volte, ce ne sbarazziamo. Ma c’è un signore capace di ascoltarli, di sentire nella loro voce il concerto del mondo: è lui il protagonista di questo romanzo. Delicato e struggente, Il sole nelle pozzanghere racconta il nostro bisogno di legami, il bisogno che ognuno di noi ha degli altri per restare vivo.
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Averne voglia
€12,00Amelia, lei sì che sa cosa fare. Nella sua sacca di levatrice tiene le forbici pulite e un forcipe rudimentale. E lei li battezza anche i bambini appena nati, che Don Attilio parla di sacramenti e di peccati mortali ma che ne sa. Poi c’è Irene che infrange i sogni di suo padre ma costruisce i suoi, mentre la nonna tiene il segreto. E Kathy, che sembrava dovesse avere le branchie ma no, non ce l’ha, e diventa una donna incattivita e forse le due cose sono collegate. C’è il signor N. che fa tutto per benino, non una sigaretta, niente sgarri, una vita perfetta, ma a cosa serve? Che Dio lo perdoni. E Visnata che forse parla con gli dèi o forse è solo che tutti ci credono. Poi ci sono dita, polmoni, facce e voci ma anche alberi che ci guardano e stanze che non ci sono, e c’è spazio anche per la vita vera, quella più cruda. Clizia Nicolella torna in libreria con una raccolta di racconti frutto della ricerca collettiva di persone amiche e familiari in archivi sparsi qua e là, conservati in maniera non lineare come la vita che esce dalle sue storie.
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Bei Cipressetti Cipressetti Miei
€16,00O meglio: poesie per nonni e genitori e bambini. Comincerei dai nonni, i più smemorati forse in «prosa», ma chi può batterli in fatto di memoria poetica? Le loro infanzie sono state costellate di poesie da studiare a memoria: «me la provi me la provi?». Le case risuonavano di queste richieste rivolte dallo scolaro a chiunque capitasse a tiro, madri, fratelli sorelle, che finivano per impararle a memoria anche loro. Echi di versi che questa raccolta cerca di risvegliare, così che il sassolino numero uno lanciato nello stagno diventi due diventi tre quattro, stupisca l’acqua e l’aria intorno con i suoi prodigi. Il coro che la scuola ha colpevolmente interrotto (perché? ci dicano almeno perché) magari potesse di nuovo risuonare nelle aule e nelle case, nel silenzio delle case, dei salotti zitti, dei divani-delle-testechine, esseri muti lì seduti, ciascuno stregato dal suo smartphone. Allora ci stregava l’apparizione di nonna Lucia, «alta, solenne, vestita di nero», e quelle sette paia di scarpe, quelle sette verghe di ferro, quelle sette fiasche di lacrime ci confondevano e incantavano ben diversamente teste e orecchie.
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Serie Fossile
€14,00Serie fossile è un poema sull’amore, dal miracolo della sua nascita allo strazio della fi ne. È un amore che rifonda il mondo, ha il potere di illuminare e generare luce dall’interno di un corpo che si scuote dal ripiegamento su se stesso, torna alla vita, sboccia in un’Alba. E poi si ritrae, lasciando tracce incastonate in fossili, incancellabili, ma di pietra, non più vivi. Chi ancora ama può soltanto offrire un ultimo dono, che è un’estrema speranza: la visione di due galassie gemelle individuate nel 2013 dal telescopio spaziale Hubble della Nasa. Sono scientifi camente inseparabili, abbastanza vicine da avvertire l’una la forza di gravità dell’altra, senza disturbi gravitazionali visibili, per ora, ma destinate a fondersi tra qualche centinaio di milioni di anni.
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Exfanzia
€11,50Valerio Magrelli ha affrontato a più riprese, in poesia e in prosa, il tema dell’infanzia, anche attraverso pagine autobiografiche. Questo è il suo libro della maturità, ma l’infanzia e l’adolescenza non scompaiono del tutto: vengono viste come in uno specchio. Immagini rovesciate da interpretare da un altro punto di vista e con altre prospettive. Infanzia e vecchiaia spesso convivono, come nella poesia in cui si dice: «Mi sento così impaurito e solo al mondo / che perdo gli oggetti, uno a uno. / Per farmi ritrovare da qualcuno? / O alleggerisco il carico / per non andare a fondo?» La figura di Pollicino, che torna anche in un poemetto successivo, rimanda all’immaginario più tipico del mondo infantile, alla paura di perdersi, ma il perdersi, in un’altra poesia, viene confessata come caratteristica di tutta una vita: sbagliare la strada in un viaggio, confondere una città con un’altra. Confusione geografica, confusione onomastica. Condizioni di smarrimento che hanno sempre costituito punti di forza euristica nella poesia di Magrelli. I residui di infanzia hanno conformato un’intera esistenza ma ora, alle soglie della vecchiaia, prendono tutto un altro aspetto. Sono e non sono più quello che erano. L’infanzia diventa oggetto di sguardo, più che di autoanalisi. È la tenerezza nei confronti dei figli o dei ragazzi graffitari. Il punto di vista è ora la vecchiaia («questione di idraulica»), l’«ultima cima» da salire che si avvicina. Ma il fascino di questo libro è che l’«ex» ribalta ma non cancella l’«in». Tutto si tiene insieme. Così come insieme al tema generazionale scorrono altri temi, più laterali in questo libro rispetto ai libri precedenti, ma non meno importanti: la malattia, il «sangue amaro», la musica, la cultura pop. Sempre con quella capacità che è tipica di Magrelli di partire da una scena o da una constatazione e trasformarle in un percorso mentale inatteso, illuminante o, spesso, inquietante.
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Pallottoliere Celeste
€20,00Due elementi si impongono in modo netto in questo finale e compostissimo messaggio poetico di Maria Luisa Spaziani: l’impeccabile maestria elegante dello stile e la saggezza riflessiva sulle cose del mondo, sempre filtrate dalla sensibilità acuta e dall’estro della propria esperienza, della propria articolatissima memoria. Una memoria, appunto, quanto mai ricca di episodi e dettagli pronti a riaffiorare. «Le duemila poesie che ho scritto / sono graniglia di vasto fiume», ci dice la Spaziani, che se ne andò consegnando ai posteri questo libro, senza dubbio uno dei suoi esiti più elevati e limpidi. Un libro che parla ancora, anche, dell’amore, che ragiona sulla precarietà dell’umano percorso, che indugia sui luoghi, come la Roma dove l’autrice a lungo visse, o come la sua Torino. Ma che sa non di meno soffermarsi in abbandono sul «mistero di un fiore», o che provvisoriamente si appaga nella vitale apertura di chi è consapevole che «bellezza, gioia, e giovinezza irrompono / rovesciando ogni diga». In questa poetica e preziosa realizzazione di un consapevole e pacato consuntivo, Maria Luisa Spaziani sa bene che «il tempo passa di ora in ora», in una sorta di «pallottoliere cosmico», eppure a noi resta la vantaggiosa sorte dello scavo in profondo e della mirabile testimonianza che, in un’avventura poetica come la sua, trapassa il tempo stesso e ci perviene, ad alimentare e confortare il senso del nostro complesso esistere.
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Non voglio consigli, non voglio comandi. Racconti di una vita libera
€16,90Una raccolta di racconti di Giovanna Zangrandi: scrittrice, alpinista, partigiana, montanara. Una donna fuori dal comune la cui figura merita di essere riscoperta.
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La guerra di Joseph
€18,00La prima guerra mondiale esplode anche sulle cime delle Dolomiti, dove la relazione tra l’uomo e la montagna diventa dramma. La guerra di Joseph racconta la vera amicizia tra Joseph Gaspard, guida alpina valdostana, e Ugo Ottolenghi di Vallepiana, un giovane conte fiorentino, che si incontrano sui ghiacciai e presto si ritrovano a combattere spalla a spalla sul fronte italo-austriaco.
Nel 1916, le strategie militari inviano Ottolenghi e Gaspard su una missione impossibile: conquistare il cammino sud-ovest della Tofana di Rozes, per attaccare il Castelletto, una postazione austriaca quasi imprendibile. Tra sforzi sovrumani, freddo, fame e il fuoco incessante dell’artiglieria nemica, i due riescono a raggiungere la cresta ovest. Questo successo, però, si rivela ben poco decisivo: la mina esplosa sotto le difese austriache promette vantaggi tattici, ma non cambia l’esito bellico.
La guerra in quota si trasforma in una carneficina: i reparti cadono vittima delle valanghe, del gelo, dell’usura fisica. Solo la montagna, implacabile ma onesta, continua a parlare il linguaggio della fatica e della sopravvivenza.
Con l’arrivo dell’inverno, la lotta si raffredda ma il prezzo umanitario resta altissimo. Anche dopo aver sperimentato la potenza dell’amicizia, la violenza della guerra segna i protagonisti: Gaspard sopravvive ma la sua carriera finisce, e Vallepiana torna alle sue scalate, consapevole del prezzo della bellezza di cui è stato testimone.
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Rosso profondo
€16,90Il 15 settembre 1991, sotto un viadotto della tangenziale torinese, viene ritrovato il corpo senza vita di una donna vestita con un abito rosso in chiffon di seta. I giornali la chiamano subito la «signora in rosso», citando il titolo di un film di qualche anno prima, e così ancora oggi è ricordata. Il suo nome vero è Franca Demichela, ha 48 anni, è figlia di un dirigente Fiat ed è sempre stata considerata una persona stravagante. Il caso, rimasto irrisolto, vede tra i principali sospettati il marito Giorgio Capra, 49 anni, impiegato Fiat, e un gruppo di tre «slavi» che Franca ha incontrato la sera prima della morte. Inquirenti e opinione pubblica si dividono presto in due fazioni opposte, simboleggiate dalla rivalità accesissima tra polizia e carabinieri, che si ritrovano entrambe a indagare con convinzioni molto diverse. Trent’anni dopo, scavando fra testimonianze e archivi, una coppia di scrittori inizia a raccontare quel caso proprio quando la procura decide di riaprirlo. Ne nasce un’indagine su un omicidio (o forse un femminicidio) che va oltre la sola ricerca di un colpevole e diventa uno straordinario romanzo dal vero. Partendo dagli anni in cui tutto iniziava a cambiare e dal cuore oscuro di Torino, città simbolo del sistema economico italiano, nonché capitale dell’esoterismo e dell’occulto, Rosso profondo racconta una storia oltre il prisma distorto dei luoghi comuni e degli stereotipi, una storia misteriosa come ogni delitto e impietosa come un’inchiesta sull’anima inquieta di questo paese.
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La ragazza con la gonna a fiori
€17,00Libro incluso nella sestina finalista del Premio Bancarella 2025
Un romanzo che esplora i meccanismi della memoria, del trauma e del bisogno di cercare la propria Itaca, mescolando sapientemente elementi del noir con una profonda analisi psicologica dei personaggi. La prosa evocativa di Rodriguez dipinge una Genova autentica e misteriosa, trasformando la città in un personaggio vivido e coinvolgente.
«Sarà una vostra scelta, ma, se prima o poi deciderete di pubblicare questa storia, vi propongo un titolo: la ragazza con la gonna a fiori.»
Antonio Ricci, giornalista genovese appassionato di fotografia, acquista una Leica D7 usata, ma non immagina che alcune misteriose fotografie trovate nella memory card lo trascineranno in un’indagine sulla scomparsa di una ragazza e nel recupero di tessere essenziali della propria infanzia cancellate da un dramma familiare. Con l’aiuto di Laura, una ricercatrice universitaria con cui sviluppa un legame profondo, Antonio si trova coinvolto in un intrigo che potrebbe costare la vita a entrambi. Ma il tempo stringe, e ogni passo falso potrebbe significare la fine per la ragazza con la gonna a fiori.
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La luna e i falò (Graphic Novel)
€19,90L’adattamento a fumetti del classico di Cesare Pavese, uno dei punti di riferimento della narrativa italiana del ‘900.
«Con frasi scelte e un racconto per immagini fitto di dialoghi che si alternano con tavole mute, gli autori provano a trasporre in fumetto la poesia de La luna e i falò, quasi inafferrabile ma viva nei colori» – Jessica Chia, la Lettura.
La narrazione di un’Italia popolare, del ritorno e della ricerca di sé stessi.
Anguilla all’indomani della Liberazione torna al suo paese nelle Langhe dopo molti anni trascorsi in America e, in compagnia dell’amico Nuto, ripercorre i luoghi dell’infanzia e dell’adolescenza in un viaggio nel tempo alla ricerca di antiche e sofferte radici. Si comprende quanto sia importante per ognuno avere un paese, una famiglia, un punto di riferimento che leghi alla vita; di questo Anguilla si rende conto quando, lontano dalla sua valle, viene richiamato alla sua patria non da un amico o dalla patria stessa, bensì da quel senso di appartenenza al suo paese che lui si porta dentro insieme a tanta nostalgia.