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Max, Mischa e l’offensiva del Tet
€28,00“Max, Mischa e l’Offensiva del Tet” è un romanzo monumentale, traboccante di idee, informazioni e cultura, alta, bassa, popolare, e al tempo stesso è un dramma familiare e una storia d’amore intrecciata a un racconto di trasformazione politica. Max è un regista teatrale, vive e lavora negli Stati Uniti. Se fosse dipeso da lui non avrebbe mai lasciato il luogo in cui è nato: un sobborgo sulla costa occidentale della Norvegia, dove i bambini potevano fare tutto il rumore che volevano mentre i padri erano lontani sulle piattaforme petrolifere del Mare del Nord. Max non torna a casa da oltre vent’anni ed è possibile che col tempo sia diventato un americano. Non se lo sarebbe mai aspettato. Nell’estate del 1990 Max non ha ancora tredici anni, il padre ha ottenuto un nuovo impiego negli USA. Tutta la famiglia si sposta a Long Island, nello Stato di New York, e Max è costretto a trovarsi nuove strade, nuovi spazi e nuove idee, a farle proprie, mentre intorno a lui la famiglia lentamente si disgrega. È in questo scenario che stringe amicizia con Mordecai e, attraverso di lui, incontra Mischa, una ragazza canadese di sette anni più grande che assomiglia all’attrice Shelley Duvall ritratta in copertina. E poi c’è Ove, uno zio affettuoso ma instabile, ironico, spesso assorbito dai propri pensieri e dalle proprie ossessioni. Vive a Manhattan dopo aver lasciato Oslo per inseguire il sogno di diventare musicista in America, ma ha fallito. È finito in Vietnam mentre la guerra volgeva al termine, e per un po’ nessuno ha più avuto sue notizie. Per Max è una fonte costante di fascino, e di irrequietezza. “Max, Mischa e l’Offensiva del Tet” parla d’arte e di nostalgia, del tentativo di costruire un luogo da chiamare casa; dell’applicabilità della resistenza vietnamita alla vita quotidiana; di chi è andato in guerra e di chi invece l’ha contestata; di ragazze che sembrano Shelley Duvall. Più di ogni altra cosa, racconta come si costruisce una vita piena anche senza una riconciliazione finale, perché non c’è mai una guarigione definitiva, non c’è un “ritorno a casa”: c’è solo l’atto ostinato di continuare a vivere, creare, amare – pur sapendo che qualcosa resterà per sempre irrisolto.
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La rosa inversa
€17,00In un vecchio palazzo nobiliare di Calacte, città della Sicilia Orientale, all’inizio del Novecento un uomo scopre una stanza segreta. Qui trova custoditi i classici dell’Illuminismo, le opere dei «malpensanti del secolo ateo e libertino» come Voltaire, Diderot, Montesquieu e d’Alembert, accanto a simboli e insegne della massoneria. Ad attrarre la sua attenzione è un manoscritto, La Rosa Inversa, racconto autobiografico del barone Ruggero Henares, l’antico proprietario del palazzo. La sua è una storia incredibile rimasta a lungo nascosta. Nato nel 1743, educato nel Collegio dei Gesuiti, Henares diventa amico di Giuseppe Balsamo, futuro alchimista ed esoterista col nome di Cagliostro; insieme verranno banditi per ordine del rigido padre Crisafulli, e sarà Henares, quando nel 1767 viene disposta l’espulsione dei Gesuiti dalla Sicilia, a esiliare l’odiato Crisafulli innescando la miccia della rivalsa. Sta per avere inizio un’epoca radicale e libertaria, turbamento di religiosi, conservatori e reazionari; Ruggero fonda la loggia La Rosa Inversa, dove si discute di uguaglianza e libertà, la sua sorte si lega a quella di Amalia, artista e amante libertina, con cui condivide letture e desideri. Nel nucleo di questo vortice di gesta, avventure ed eventi, Maria Attanasio insedia un dispositivo di pensiero storico e filosofico che scruta nel passato e ragiona sul presente, sulla duratura guerra tra rinnovatori e nostalgici, esclusi e privilegiati, pragmatici e sognatori. «Tra i pochi che hanno seguito l’esempio di Sciascia, di narrazioni di storie vere che si fanno romanzo quasi di per sé, per la loro intensità ed esemplarità» come ha scritto di lei Goffredo Fofi, Attanasio ha il gusto per la ricerca erudita e divertita, la sensibilità inventiva, uno sguardo pungente e beffardo; in questo romanzo che percorre il Sette-cento in Sicilia e non solo, l’immaginaria Calacte, nella realtà Caltagirone, diviene uno spazio di creazione letteraria e poetica, teatro di personaggi reali e di finzione: donne e uomini con le loro passioni e intelligenze, figure che emozionano mentre si ribellano alla loro epoca in una sfida che guarda al futuro.
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Omicidi Srl
€17,00Gestire una piccola impresa ai tempi d’oggi non è facile, specialmente se il core business è l’eliminazione fisica su commissione. Ne sanno qualcosa Il Biondo e Quello con la cravatta, due sicari professionisti che vivono seguendo due dogmi assoluti: la massima sicurezza e l’arte di far apparire ogni morte come un banale incidente. Tuttavia, un nuovo contratto particolarmente redditizio mette a dura prova la loro deontologia professionale, spingendoli a chiedere il supporto di Francesca Aroldi, la loro scaltra «stagista». Da quel momento, la narrazione esplode in una sequenza inarrestabile di imprevisti, testacoda e piani falliti che mettono a nudo lo scontro tra due filosofie opposte: da una parte la precisione scientifica del delitto perfetto, dall’altra l’improvvisazione pura, simile a un pezzo free jazz. Attraverso una satira sociale tagliente, il romanzo esplora una Milano ricca e senza scrupoli, dove il crimine diventa lo specchio deformante di un’umanità alla deriva e dove la distinzione tra vittime e carnefici sfuma, rivelando verità scomode sulla natura umana e sulla spietatezza del mondo moderno. «Omicidi Srl» è un giallo ironico e implacabile che mette a nudo l’ipocrisia della società contemporanea.
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L’uomo vestito di arancione. Sei casi al BarLume
€15,00A Pineta, il paese sul litorale pisano nato dalla fantasia di Marco Malvaldi, i Vecchietti del BarLume sono ormai un’istituzione. Nell’arco di una vita intera, hanno maturato un notevole capitale di arguzia e di intelligenza, e tra risate beffarde, motteggi graffianti e intuizioni investigative sopraffine, sono diventati rappresentazione fantastica di una vera antropologia. Una rappresentazione innestata su una struttura gialla e con un andamento comico, che nei racconti – genere in cui prevalgono i dialoghi, la vitalità della scena e la singolarità della situazione – trova il suo distillato. L’uomo vestito di arancione raccoglie quattro anni di racconti gialli. Ognuno presenta una situation comique con crimine. Una strage di maiali sotto protezione; sulle piste da sci un morto e tre tute da donna identiche; una partita di calcio femminile con commenti immaginabili, e una calciatrice uccisa; una crociera-supplizio in compagnia di una canterina Loggia del Cinghiale e un ministro del culto anglicano; una Sagra del Totano con truffa; un traffico in Olanda, durante i festeggiamenti del compleanno reale, sventato da remoto dal gruppo del BarLume. In genere sono il barista Massimo e la sua fidanzata Alice, che è anche commissaria di polizia, a sciogliere il mistero: ma la loro è una sorta di regia, perché l’ordito su cui in tessere l’indagine lo forniscono sempre i vecchietti: l’Aldo, nonno Ampelio, il Del Tacca, il Rimediotti. Il loro mezzo è la maldicenza, combinata ai ricordi e a una psicologia da bar delle vecchie Case del Popolo, eppure efficacissima. E un fondo malinconico per un mondo che va svaporando senza lasciarne uno migliore. «È nei racconti», scrive Marco Malvaldi a commento di questo libro, che nasce da una scelta da varie antologie, «che si vede maggiormente il rapporto dei miei protagonisti con il tempo che passa e con i vecchi ricordi che riaffiorano. Ma, soprattutto, è nei racconti che probabilmente si vedono meglio i rapporti umani tra i protagonisti».
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L’idiota di famiglia
€18,00Traduttore di professione e osservatore disilluso del mondo che lo circonda, Igor conduce a Roma una vita fatta di routine e piccole frustrazioni. Lavora sulle parole degli altri, spesso su testi mediocri, mentre la sua compagna Marta, reinventatasi come saggista femminista dopo una delusione accademica, cavalca l’onda del successo. Un giorno, la vita ordinaria di Igor viene scossa da un’urgenza che arriva dal passato. Un messaggio di sua sorella Ester lo richiama a Viareggio: il padre, l’austero Franco Nieri, un tempo intellettuale marxista noto come «Herr Professor» per la somiglianza con Adorno, sta svanendo nell’abisso della demenza senile. L’uomo che aveva costruito la sua identità sulla forza del pensiero e del rigore teorico si sta riducendo a un insieme di balbettii e ricordi frammentari. Tornare nella casa d’infanzia a Viareggio significa per Igor rimettere insieme i pezzi di un’eredità ingombrante, fatta di sogni politici mai realizzati e ambizioni frustrate. Il confronto con la malattia del padre diventa l’occasione per analizzare il complesso rapporto tra generazioni e le incomprensioni mai risolte. Con una scrittura brillante, capace di alternare comicità e commozione, il romanzo intreccia il racconto privato a una lucida satira del mondo editoriale e a una riflessione politica più ampia. «L’idiota di famiglia» esplora la vulnerabilità umana, usando la leggerezza come difesa contro il dolore e la satira come strumento per decifrare il nostro presente complicato.
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E non è subito sera
€16,00Una bambina sopravvive a stento al suo primo respiro e subito dopo muore soffocata nella culla. Oppure no? Diventa una donna adulta, muore circondata dall’amore di chi le sta attorno. Oppure no? Muore nella disperazione di un amore non corrisposto. Oppure no? La sua memoria è onorata, muore all’apice della fama letteraria. Oppure no, viene dimenticata da tutti, nell’oscurità di una casa di riposo. Cosa ci vuole per sopravvivere al ventesimo secolo? La storia del Novecento europeo viene ripercorsa attraverso cinque possibili vite di una donna, cinque universi alternativi eppure connessi in un unico romanzo: passando da una piccola città galiziana all’inizio del secolo, poi attraverso la Vienna prebellica e la Mosca di Stalin fino alla Berlino di oggi, Jenny Erpenbeck affronta in queste pagine quei momenti in cui la vita segue una diramazione particolare e il «destino» emerge inaspettato dall’interazione tra storia, carattere e quello che chiamiamo «caso». Ma sono le scelte di questa donna, la sua lotta e la sua umanità – mentre affronta tutto, dall’Austria occupata dai nazisti alla polizia segreta sovietica, alle prove imposte dalla vecchiaia – che rendono questo libro così commovente e indimenticabile. Con una lingua precisa, tenace, sospesa tra il terrore e la grazia, «E non è subito sera» districa i fili del destino e ci permette di vedere il presente e il passato con occhi nuovi.
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Il tallone da killer
€16,00Milano diventa il palcoscenico di un noir avvincente, intriso di cinismo e ironia, firmato da Alessandro Robecchi. In un’atmosfera oscura, tra periferie degradate e ambienti d’élite, si muovono i protagonisti di questa storia dal ritmo serrato: due killer impeccabili, il Biondo e Quello con la cravatta, soci fondatori della Snap s.r.l. Professionisti della morte, operano con una precisione quasi chirurgica, senza lasciare tracce e adattando la loro identità a ogni incarico. Ma questa volta il bersaglio è diverso: Andrea De Carli, un uomo d’affari dal potere tentacolare, a capo di una società di investimenti con sedi tra Londra e Milano. A commissionare il lavoro è Serena Bertamé, decisa a far fuori il ricco e influente amante, padre di suo figlio mai riconosciuto. L’eliminazione, però, si rivela più complessa del previsto: De Carli è protetto non solo da un autista armato e da un apparato di sicurezza impenetrabile, ma anche da due cosche malavitose che hanno tutto l’interesse a tenerlo in vita. Per i due killer, abituati a muoversi nell’ombra con estrema freddezza, la missione si trasforma presto in una sfida ai limiti dell’impossibile. E quando le difficoltà si accumulano, sono costretti ad accettare l’aiuto di una collega imprevista, una rivale che ha già fatto loro uno sgarbo strappando un incarico con tariffe più basse. Tra inseguimenti, sparatorie, scambi di denaro sporco e ambientazioni da vero cinema pulp, il romanzo “Il tallone del killer” trascina il lettore in un vortice di azione e tensione, regalando noir teso e coinvolgente.
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La fila alle poste
€16,00Dopo Chi dice e chi tace, Chiara Valerio ritorna a Scauri per raccontare i desideri nascosti e la provincia attraente e oscura.
Fine novembre a Scauri, tra Roma e Napoli. La spiaggia è quasi deserta, vuoti gli stabilimenti. Da qualche settimana le vongole lasciate nei secchi a spurgare sul bagnasciuga spariscono nel nulla. E non è colpa del mare.
Tre anni prima è morta Vittoria, una donna che è entrata nella memoria del paese e delle persone, e ha cambiato per sempre la vita dell’avvocato Lea Russo, due figlie e un marito, molti impegni e molte inquietudini. Vittoria è forse arrivata troppo tardi nei pensieri di Lea, ma è riuscita a mettere in moto un’energia improvvisa, uno squarcio di vita nuova, un’ossessione.
L’ultimo lunedì del mese, quando Lea compie quarantatré anni, arriva una brutta notizia. È morta una bambina, è morta ammazzata, e nessuno sembra avere dubbi su chi l’abbia uccisa. Eppure si stagliano ombre profonde, a Scauri tutti sanno tutto, ci si conosce da sempre, non si è mai davvero sorpresi da quanto accade. Ma poi c’è una bambina assassinata, mentre la madre prepara la zuppa di pesce.
Lea Russo ama il marito, le figlie, il suo lavoro, ha tutto per essere felice, eppure è piena di dubbi. L’assenza di Vittoria, la sua luce che agita i sogni, ha svelato in lei un’altra felicità, un’eccitazione che va cercata altrove. Lea sente il bisogno di mettersi in discussione, di dover difendere la madre assassina, e di tornare a scavare nelle proprie fantasie, negli enigmi degli altri, nella scura e attraente materia che Vittoria le ha lasciato dentro.
La storia di Lea è come un romanzo d’amore poliziesco, in cui il crimine da risolvere è quello di un desiderio nascosto, che sempre più travolge e conquista la mente della protagonista. A partire dal precedente Chi dice e chi tace, Chiara Valerio ha inventato un mondo letterario che sembra racchiuso, circoscritto, e che invece non smette di estendersi e diventare ricco e complesso sotto i nostri occhi. La scrittrice conosce così bene i suoi personaggi che alla fine risultano familiari anche per noi. Ma come tutto ciò che è familiare, quel mondo e quei caratteri rimangono, in fondo, insondabili. -
Piomba libera tutti
€15,00È inizio estate a Pineta e un po’ tutti sono alle prese con importanti novità. La figlia di Massimo, la piccola Matilde, cresce e ha scoperto la parola «no». La madre di Massimo invece è andata in pensione e torna ad abitare in pianta stabile a Pineta: Massimo se la ritrova dappertutto. È vero che nel bar è rimasta una sedia vuota, una sedia piccola, ma il vuoto di quella sedia toglie il respiro a tutti. È morto in primavera Aldo, investito sulle strisce pedonali da una bicicletta. I vecchietti hanno perso un compagno, ma al BarLume Aldo è più vivo che mai nei ricordi sempre allegri dei suoi compari di briscola. Massimo, oltre che unico erede insieme a Tiziana, è stato nominato esecutore testamentario: compito più bizzarro, trovare un acquirente per la sterminata collezione di cd e vinili di Aldo. Per risollevare i vecchietti dalla nostalgia per l’amico scomparso, il vicequestore Alice Martelli li coinvolge, con la dovuta cautela, nella sua ultima indagine. Giada Meini, sessant’anni, impiegata delle poste, è stata strangolata nel parcheggio del suo condominio in centro a Pisa. Tutti gli inquilini del palazzo la detestavano per una serie di ripicche condominiali e perché, voci corrono per l’androne, pare che la megera fosse incline al ricatto. Tra dicerie, reticenze, false piste, rancori sepolti, la cacia all’assassino si rivela un’impresa davvero ardua. Soprattutto se i vecchietti iniziano con le loro illazioni e pure Aldo, dall’altra vita, ci mette lo zampino. Tra i condomini sospettati c’è anche Viola Stefanelli, collezionista di cd e vinili che Massimo ha incontrato per la vendita della collezione ereditata. Marco Malvaldi ci consegna un giallo spiazzante e spassoso che trascina il lettore tra i tavoli del BarLume a condividere con i vecchietti la suspense del delitto e la malinconia del ricordo.
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Una poco di buono. Sei indagini di Petra Delicado
€16,00Sei storie avvincenti, ambientate tra le luci e le ombre di Barcellona, si intrecciano nella nuova raccolta di Alicia Giménez Bartlett, “Una poco di buono”. Questi racconti vedono protagonisti l’ispettore Petra Delicado e il vice Fermín Garzón, una coppia investigativa tanto insolita quanto irresistibile. Lei, ispettrice tenace e femminista, è l’incarnazione della giustizia. Lui, vice ispettore tradizionalista dal cuore d’oro, è l’anima della squadra. Pur spesso in disaccordo su indagini e visioni del mondo, sono legati da un’amicizia calorosa e, tra battibecchi e momenti esilaranti, affrontano crimini crudi e angoscianti che rivelano il lato più oscuro dell’animo umano. Ogni indagine è un viaggio nel cuore misterioso della capitale catalana: il corpo di una prostituta abbandonato in un pozzo, una giovane studentessa pendolare brutalmente uccisa, un arbitro accoltellato durante una partita, fino al rapimento della stessa Petra. Ogni caso diventa una lente per indagare non solo il crimine, ma anche la società, scoprendo che dietro ogni delitto si cela spesso una storia di dolore e miseria. Con un equilibrio perfetto tra leggerezza e tensione, questi sei racconti uniscono thriller e commedia, regalando ai lettori una lettura stimolante e avvincente.
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Il passato è un morto senza cadavere
€16,00Aosta, novembre. Il cielo plumbeo, la pioggia battente, un ciclista investito sulla Valsavarenche da un pirata della strada che scompare nel nulla. Un incidente banale, o almeno così sembra, e per il vicequestore Rocco Schiavone sembra l’inizio di una giornata noiosa fatta di scartoffie e sbadigli. Tuttavia Michela Gambino, nuova sostituta della scientifica, intuisce che c’è altro dietro a questo apparente incidente. Non è un semplice investimento, ma un episodio che nasconde qualcosa di più serio, che costringe Rocco a gestire ancora una volta un’indagine complicata. Il povero ciclista, Paolo Sanna, si era trasferito ad Aosta da due anni, dopo aver vissuto in diverse città, tra cui Roma, Barcellona e Venezia. Non aveva un lavoro fisso e viveva di rendita, in una casa lussuosa, ma priva di ricordi e oggetti personali. Paolo non aveva amici, e non sembra avesse neanche nemici. Una vita vuota la sua, un uomo all’apparenza normale e innocuo. E allora perché qualcuno lo voleva morto? Mentre l’indagine avanza, Rocco deve gestire anche un’altra questione: Sandra Buccellato, la giornalista che si incontra regolarmente con un individuo sospetto. Lei dice che si tratta di un informatore ma Rocco, che ha soprannominato l’uomo “La Rana”, è scettico. Cosa c’è dietro questo legame? E cosa vuole da Sandra? A tutto questo si aggiunge la stravagante squadra di Rocco, con personaggi come l’impacciato D’Intino, che Rocco non sopporta, che ha deciso di scrivere poesie nella speranza di trovare l’anima gemella. “Il passato è un morto senza cadavere” è un romanzo che mescola suspense, commedia e introspezione, dove la quiete del presente viene infranta da un passato che ritorna a reclamare giustizia.
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Storia di mia vita
€15,00Autor* : Janek Gorczyca
Editore : Sellerio Editore Palermo (28 maggio 2024)
Collana : Il contesto
ISBN-13 : 9788838946783
Pagine : 152
Formato : Brossura