• L'artista

    L’artista

    Giugno 1920. Una strada polverosa nel Sud della Francia, campi di lavanda a perdita d’occhio e un invito in mano che potrebbe cambiare tutto. Joseph Adelaide, giovane giornalista inglese, è venuto fin qui per intervistare Edouard Tartuffe, pittore celebre, misantropo convinto, recluso da anni tra le mura di un casale remoto che sembra fermo nel tempo. Per la prima volta dopo lungo silenzio, Tartuffe ha accettato di essere intervistato, e per Joseph questa è l’occasione della vita. Relazionarsi con Tartuffe, però, non è semplice: l’artista ha le sue condizioni, e una di queste, inaspettata quanto bizzarra, è che Joseph posi per lui. Così, in attesa di strappare le parole che cerca, il giovane si ritrova immerso in un universo fatto di fiori secchi, lenzuola ingiallite, colori, silenzi e l’odore del cibo che arriva dalla cucina. La cucina dove lavora Ettie, nipote di Tartuffe, silenziosa e solerte, il motore invisibile di quella casa. Nell’atmosfera soffocante di quell’estate, tra i due nasce un’intimità che cresce lentamente, giorno dopo giorno.

    21,00
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  • Come pesci nell'acqua scura

    Come pesci nell’acqua scura

    È una notte di inizio estate a Tokyo. Aki e Hiro si ritrovano per l’ultima volta nell’appartamento che hanno condiviso, domani le loro strade si separeranno definitivamente. I mobili sono già stati portati via, dal soffitto pende solo una nuda lampadina; la casa è vuota, uno spazio spoglio e geometrico, che si trasforma nel palcoscenico di un tesissimo dramma a due personaggi. Seduti l’uno di fronte all’altra, con una valigia a fare da tavolino improvvisato e una cena d’addio che evoca spettri del passato, Aki e Hiro danno inizio a una logorante partita a scacchi psicologica. Un anno prima, un’escursione in montagna si è conclusa con la morte inspiegabile della loro guida. Sebbene il caso sia stato archiviato come un incidente, il loro legame si è spezzato sotto il peso del sospetto: ciascuno è intimamente convinto che l’altro sia un assassino ed è determinato a estorcergli una confessione prima che sorga il sole. Chi è il colpevole? Che cosa è successo davvero tra i sentieri immersi nel silenzio dei boschi? In un serrato duello verbale scandito da una crescente tensione, i ricordi si sovrappongono e si smentiscono a vicenda, rivelando i segreti e le ipocrisie su cui si fondava la loro intera esistenza. Già nota per i suoi gialli raffinati, Onda Riku regala ai lettori un thriller psicologico magistrale e claustrofobico. Un gioco di specchi ipnotico che trascina il lettore in un abisso profondo e ambiguo, nel quale le verità sommerse guizzano come pesci nell’acqua scura, e subito scompaiono.

    19,00
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  • Una zitella d'oro

    Una zitella d’oro

    Nella società dell’Ottocento, le regole del matrimonio sono semplici: serve una dote, un bel viso e un cognome che apra le porte giuste. Miss Cecily Higgins non ha nessuna di queste caratteristiche. Eppure ci prova lo stesso, con la determinazione silenziosa di chi sa di partire svantaggiata ma non si rassegna. Fino a quando, il giorno del suo debutto in società, il duca di Wessex la invita a danzare. Per scommessa, certo, ma tra i due scatta qualcosa. Le gerarchie sociali però non lasciano spazio a certi sentimenti, e quel ballo resta un episodio isolato. Gli anni passano. Cecily smette di sognare il matrimonio e scopre qualcosa di meglio: la scrittura. Sotto pseudonimo diventa l’autrice di romanzi d’amore che tutti leggono e nessuno sa chi ha scritto. Ha trovato la sua libertà, e non ha nessuna intenzione di cederla. Poi il duca torna, e questa volta non è lì per scommettere, ma per chiedere la sua mano. Peccato che Cecily abbia già deciso di restare zitella, e che sia disposta a tutto pur di non rinunciare all’indipendenza che si è guadagnata. Tutto, forse, tranne una cosa.

    20,00
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  • La veggente

    La veggente

    Tutto comincia su un volo da Hobart a Sydney. Un viaggio tranquillo, con un atterraggio perfetto: tutti i passeggeri e l’equipaggio scendono sani e salvi, eppure sono cambiati per sempre. Perché su questo volo così ordinario è successo qualcosa di straordinario. All’improvviso una donna si è alzata in piedi e ha predetto ai passeggeri come e quando moriranno: alcuni hanno ancora moltissimo tempo, per altri la morte è vicina. E quando la prima delle premonizioni si avvera, tutti iniziano a fare i conti con le loro paure più profonde. La veggente è una storia dalla costruzione magistrale che parla di libero arbitrio e destino, amore e rimpianto, e della lotta incessante per mantenere le nostre certezze in un mondo terribilmente incerto.

    24,00
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  • Omicidio di Natale per Hercule Poirot

    Omicidio di Natale per Hercule Poirot

    Il più grande detective del mondo, Hercule Poirot, leggendario protagonista di moltissimi romanzi di Agatha Christie, si trova alle prese con uno sconcertante mistero natalizio. È il 19 dicembre 1931. Hercule Poirot e l’ispettore Edward Catchpool sono chiamati a indagare su uno strano omicidio, avvenuto all’interno di un ospedale nel Norfolk. La madre di Catchpool, l’incontenibile Cynthia, insiste affinché Poirot e il figlio soggiornino a Frellingsloe House, una vecchia villa a picco sulla scogliera e a rischio di crollo imminente, di proprietà dei suoi amici Arnold e Vivienne Laurier, in modo da trascorrere tutti insieme il periodo festivo mentre il celebre detective belga si occupa del caso. Arnold sarà presto ricoverato nello stesso ospedale e la moglie teme possa essere la prossima vittima dell’assassino, anche se si rifiuta di spiegarne il motivo. Poirot ha meno di una settimana per risolvere il caso e prevenire altri omicidi, se vuole tornare a casa in tempo per festeggiare il Natale con il suo amico Catchpool come da programma. Intanto, qualcun altro, qualcuno di molto spietato, ha idee ben precise su come confondere le acque e neutralizzare il fiuto infallibile di Hercule Poirot.

    21,00
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  • Il vero nome di Rosamund Fischer

    Il vero nome di Rosamund Fischer

    Libro presentato da Filippo La Porta nell’ambito dei titoli proposti dagli Amici della domenica al Premio Strega 2025.

    Simona Dolce, grazie a un’accurata documentazione storica, ci racconta una figura femminile inedita e controversa, intrappolata nelle menzogne e incapace di ricucire i propri ricordi con la memoria della più grande tragedia del Novecento. La sua scrittura nitida e acuminata scandaglia le ambiguità di una famiglia illusoriamente perfetta, ci interroga sulle infinite maschere che il male può indossare nel quotidiano e su come la dedizione verso un mondo ideale, grande quanto una villetta con giardino, possa diventare un’ossessione accecante e crudele.

     

    Rosamund Fischer ha ottant’anni e vive ad Arlington, in Virginia. Un giorno squilla il telefono e la voce di un uomo pronuncia il suo vero nome, Inge Brigitte. La donna si trova catapultata nel 1940: in Europa infuria la guerra, e Inge Brigitte e i suoi fratelli trascorrono un’infanzia idilliaca. Ma è davvero così perfetta? I bambini non sanno di vivere accanto a un campo di concentramento; non sanno che le domestiche, il giardiniere, le sarte, il barbiere sono tutti prigionieri; non sanno che il padre, Rudolf Höss, è in realtà il comandante di Auschwitz. All’età di diciassette anni, Inge Brigitte decide di scappare dal suo nome e dalle macerie della Germania postbellica; assume una nuova identità, quella di Rosamund Fischer, e si trasferisce a Madrid, dove diventa indossatrice per Cristóbal Balenciaga, il più grande couturier del mondo. Frequentando l’alta società, incontra l’uomo che sposerà e con cui si stabilirà negli Stati Uniti. Dopo tanti anni trascorsi a crearsi una vita diversa, lontana dai riflettori della storia, il passato bussa improvvisamente alla sua porta e lei decide di svelare, per la prima volta, la sua verità. Chi è nel profondo quella donna, è Rosamund o è ancora la piccola Inge Brigitte?

    Proposto da Filippo La Porta al Premio Strega 2025 con la seguente motivazione:

    «Il vero nome di Rosamund Fisher (Mondadori) di Simona Dolce è un romanzo teso, intenso e raggelato, basato su accurata documentazione storica, che racconta la biografia della figlia di Rudolf Höss, comandante ad Auschwitz: prima bambina nella villa “spettacolare” accanto agli orrori del campo, poi in fuga verso la Spagna (dove farà la modella) e infine negli Stati Uniti per cominciare un’altra vita. Qui la ritrova un giornalista, lei accetta di incontrarlo e di raccontarsi. È in parte la stessa storia della Zona d’interesse, film premiato a Cannes e ispirato a un libro di Martin Amis, ma pensata e realizzata da Simona Dolce parallelamente e attingendo anche ad altre fonti. Rispetto al film, rigoroso e asceticamente piatto, l’autrice mette al centro lo sguardo della bambina – tremante, stupito, l’unico che si interroghi criticamente – mostrandosi così più empatica e impegnata in una introspezione psicologica. Il mantra paterno rivolto alla figlia – “le cose che accadono di notte non accadono” – è l’invito sinistro a una rimozione che dovrebbe proteggere il falso idillio di quella “vita felice” ai confini del Lager. Ritmo avvincente del racconto e interrogazione sulla ordinarietà del male si tengono in ogni pagina: fallacie della memoria, nuda resistenza dei “fatti” a ogni manipolazione, attrazione del sadismo (il diritto del potere all’impunità), conflitto tra affetti e giudizio morale, identità come recita ingannevolmente liberatoria (“siamo tutti anche qualcos’altro”, le dicono in Spagna dove lei pensa a sé in terza persona, come se fosse un’altra). Unica utopia è il bucaneve che in inverno annuncia la primavera, con i suoi petali bianchi “imbevuti di una goccia di sole”: una utopia che neanche Primo Levi voleva escludere nei regimi fondati sul terrore. Non si tratta solo di un romanzo, immaginativo e documentatissimo, sulla Shoah. La sua narrazione preme, ansiosamente, sulle nostre coscienze. Anche noi, benché puntualmente informati su ogni evento del presente, viviamo dentro i nostri confortevoli stili di vita davanti a un muro invisibile che ci protegge dalle grida lontane intorno a noi e dalla cenere della Storia.»

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