• Luvi. Storia di una ladra e di un uccellino

    Luvi. Storia di una ladra e di un uccellino

    Sin dalla sua nascita Luvi ha vissuto nella villa dei Simmer, che l’hanno sempre trattata come una sguattera. Un giorno, stufa di tagliare le unghie dei piedi del signor Simmer o di piegare le mutande della signora Simmer, Luvi decide di fuggire. Da quel momento smette di essere un passerotto domestico e spicca il volo verso la libertà, in un viaggio costellato di incontri talvolta fortunati, talvolta spaventosi, ma pur sempre incredibili: tre giovani fuggiti da un riformatorio, un cagnolino con una zampa di metallo, un parrucchiere gentile, un temibile Commissario, un becchino e sua figlia, un capitano innamorato e persino il re in persona. Luvi è determinata a inseguire i suoi sogni e scegliere il suo destino, ma ha un’abilità speciale, quella di saltare più in alto di chiunque altro, come se volasse, che la farà notare da tutti, e insieme alla fama arriveranno anche i problemi: i Simmer, infatti, non hanno mai smesso di cercarla… Età di lettura: da 10 anni.

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  • La villa sul fiume

    La villa sul fiume

    Amburgo, 1912. Sofie Brix è un’umile ragazza di campagna. Ha appena consegnato i prodotti della fattoria dove lavora in un lussuoso albergo sul Baltico, quando nell’edificio scoppia un incendio devastante. Anna Nieland, la figlia di un ricco armatore di Amburgo, ospite dell’hotel, rimane intrappolata tra le fiamme e Sofie, coraggiosamente, le salva la vita. In segno di riconoscenza, Anna le propone di diventare la sua dama di compagnia e di lavorare nella villa dove abita con la famiglia. Per Sofie trasferirsi in città è un sogno che diventa realtà, pertanto accetta con grande entusiasmo, ma una volta ad Amburgo deve affrontare diverse difficoltà: da un lato l’ostilità della servitù, invidiosa per il ruolo privilegiato che ricopre e che le consente l’accesso ai “piani alti”, dall’altra i pregiudizi dei Nieland, soprattutto di nonna Gudrun, una vedova anziana e intransigente che non vede di buon occhio la ragazza dalle origini troppo modeste. Tuttavia, grazie alla sua intelligenza e alla sua capacità di adattamento, alla fine il cuore grande di Sofie conquista gli animi di tutti, e tra lei e Anna nasce una forte amicizia. Ma quando, pochi anni dopo, scoppia la Grande Guerra, il destino mescola le carte, riservando alle due ragazze cambiamenti inaspettati che rischiano di vanificare i loro sogni d’amore e progetti di vita.

    22,00
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  • L'anniversario

    L’anniversario

    Libro presentato da Emanuele Trevi nell’ambito dei titoli proposti dagli Amici della domenica al Premio Strega 2025.

    L’anniversario è prima di tutto un romanzo di liberazione, che scardina e smaschera il totalitarismo della famiglia. Ci ferisce con la sua onestà, ci disarma con il suo candore, ci mette a nudo con la sua verità. È lo schiaffo ricevuto appena nati: grazie a quel dolore respiriamo.

    «Dieci anni fa, quel giorno, ho visto i miei genitori per l’ultima volta. Da allora ho cambiato numero di telefono, casa, continente, ho tirato su un muro inespugnabile, ho messo un oceano di mezzo. Sono stati i dieci anni migliori della mia vita.»

    «Ci si può liberare dai propri genitori? Dal male che ci hanno fatto? Senza ritorno e senza appello? È una domanda scandalosa. Andrea Bajani la affronta da scrittore, in un libro scandalosamente calmo.» – Emmanuel Carrère

    «Facciamo sempre, e solo, quello che ci sembra possibile. A volte nulla, a volte troppo, a volte pochissimo ma tutto il possibile. Le tre sole parole concesse, per esempio. Che libro. Quanta gratitudine, nel leggerlo» – Concita De Gregorio, La Repubblica

    «Di molte famiglie si può decidere se raccontare i momenti belli e nascondere quelli brutti oppure mettere insieme quelli brutti, allucinanti, in una costellazione. Questo è quello che fa il romanzo.» – Luca Mastrantonio, 7 – Il Corriere della Sera

    «Una furia che si è placata attraverso la scrittura, l’autoanalisi, lo scavo in un’interiorità da parte di un uomo che non teme di ascoltarsi.» – Gloria Ghioni, Critica Letteraria

    «Il dolore è raccontato ovunque, la sua trasformazione in letteratura è una rarità.» – Francesco Longo, Rivista Studio

    Si possono abbandonare il proprio padre e la propria madre? Si può sbattere la porta, scendere le scale e decidere che non li si vedrà più? Mettere in discussione l’origine, sfuggire alla sua stretta? Dopo dieci anni sottratti al logoramento di una violenza sottile e pervasiva tra le mura di casa, finalmente un figlio può voltarsi e narrare la sua disgraziata famiglia e il tabù di questa censura “con la forza brutale del romanzo”. E celebrare così un lacerante anniversario: senza accusare e senza salvare, con una voce “scandalosamente calma”, come scrive Emmanuel Carrère a rimarcarne la potenza implacabile. Il racconto che ne deriva è il ritratto struggente e lucidissimo di una donna a perdere, che ha rinunciato a tutto pur di essere qualcosa agli occhi del marito, mentre lui tiene lei e i figli dentro un regime in cui possesso e richiesta d’amore sono i lacci di un unico nodo. L’isolamento stagno a cui li costringe viene infranto a tratti dagli squilli di un apparecchio telefonico mal tollerato, da qualche sporadico compagno di scuola, da un’amica della madre che viene presto bandita. In questo microcosmo concentrazionario, a poco a poco si innesta nel figlio, e nei lettori, un desiderio insopprimibile di rinascita – essere sé stessi, vivere la propria vita, aprirsi agli altri senza il terrore delle ritorsioni. Con la certezza che, per mettersi in salvo, da lì niente può essere salvato.

    Proposto da Emanuele Trevi al Premio Strega 2025 con la seguente motivazione:

    «È una storia eccezionale, quella di Bajani, che infrange un vero e proprio tabù: nelle prime pagine del libro incontriamo il protagonista che ci racconta dell’ultima volta che ha visto i suoi genitori, prima di voltare le spalle per sempre alla sua famiglia, disgregata dalla violenza del padre-padrone e dalla muta, disperata sottomissione della madre. Per delineare un’immagine credibile di questo inferno domestico e della fuga senza ritorno del protagonista, il narratore ricorre alle risorse del romanzo per mettere ordine nei dati dell’esperienza, spiccando quel salto mortale capace di condurlo dall’informità del “reale” alla consistenza e alla leggibilità del “vero”. Ed è solo così che una vicenda singola si trasforma in uno specchio in cui tutti i lettori possono intravedere qualcosa che non conoscevano direttamente, eppure li riguarda. L’anniversario è un romanzo avvincente e originalissimo, che colpisce chi legge come un pugno nella testa e nella pancia. Bajani non sente il bisogno né di condannare, né di perdonare, e ci racconta quanto sia impervia e necessaria la via del riscatto.»

    16,00
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  • Fragile heart. Segui il tuo cuore

    Fragile heart. Segui il tuo cuore

    Sono già trascorsi tre mesi dall’ultimo addio, ma Rosie non riesce a dimenticare Adam. Le sue parole risuonano ancora nelle sue orecchie, come un’eco dolorosa di un amore perduto. Le mancano la sua presenza e la connessione profonda che li univa, persino quando li separavano migliaia di chilometri. Per distrarsi Rosie dedica anima e corpo al suo programma radiofonico online e, tra una registrazione e l’altra, cerca di rimettere insieme i pezzi del suo cuore. La vita va avanti e, proprio quando comincia a pensare di poter voltare pagina, Adam riappare nella sua vita, stravolgendo tutto. Le emozioni che aveva faticosamente seppellito si risvegliano, portando con sé speranze e sogni che credeva di aver dimenticato per sempre. Ma come possono ritrovarsi quando ancora tanto li divide? Il loro legame sarà abbastanza forte da superare le sfide che li attendono? «Fragile heart»è un viaggio emozionante tra seconde possibilità, ferite aperte e il desiderio di riconnettersi, che conquisterà i fan della serie TV Maxton Hall e non solo.

    17,90
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  • Sarai con me domani?

    Sarai con me domani?

    “Appena vieni a sapere chi ha potuto fare del male ad Ariane, o chi la conosceva meglio degli altri, appena hai un nome… devi dirmelo. Hai la mia parola di ex prigioniero: ti aiuterò a evadere.” È il 1945, è quasi estate, quasi tempo di pace. La Francia del sud è stata liberata ma le ferite della guerra sono ancora aperte e il terreno è pieno di insidie: sotto la sabbia della Costa Azzurra, milioni di mine inesplose intrappolano la riviera. Vincent Devailly, fuggito da un campo di prigionia in Germania, si è unito al gruppo di volontari francesi e prigionieri tedeschi che, gomito a gomito, battono le spiagge devastate per individuare e disinnescare gli ordigni: uomini come Fabien, partigiano della prima ora tormentato da un’ossessione tenace, o come Lukas, detenuto tedesco innamorato della Francia, di Baudelaire e dei poeti surrealisti. Armati di coraggio o disperazione, senza mappe né equipaggiamenti, questi artificieri procedono alla cieca, tastando la sabbia con la punta delle baionette e rischiando di saltare in aria a ogni passo. Vincent si è fatto arruolare nella squadra perché ha scoperto che lì, tra i prigionieri tedeschi, qualcuno potrebbe sapere cos’è successo ad Ariane, la donna che ama e ha amato fino alla follia e di cui ha perso le tracce da due anni – da quando, come raccontava lei nelle sue lettere, si è allontanata dalla fattoria di famiglia perché minacciata da un ufficiale nazista di stanza nel vicino castello di Eyguières. Sarà allora l’aiuto di un compagno sminatore a riaccendere una speranza nel cuore di Vincent, sopravvissuto alla guerra ma incapace di tornare a vivere senza prima conoscere la verità su Ariane.

    19,00
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  • Il giorno dell'ape

    Il giorno dell’ape

    “Il giorno dell’ape” racconta le vicende della famiglia Barnes, alle prese con difficoltà economiche e personali in un’Irlanda post-crisi. Dickie trascura i suoi problemi finanziari, dovuti al fallimento della sua concessionaria, per costruire un bunker apocalittico, mentre sua moglie Imelda vende gioielli su Ebay per far quadrare i conti. Nel frattempo, i figli Cass e PJ vivono il loro personale disorientamento: lei ribellandosi e sabotando il proprio futuro scolastico, lui pianificando una fuga da casa. Cosa ha scatenato questa spirale di disastro? È stata la famigerata puntura d’ape che ha rovinato il matrimonio di Imelda? O forse quell’incidente d’auto avvenuto poco prima che nascesse Cass? Il romanzo di Paul Murray combina riflessione profonda e leggerezza, offrendo uno spaccato delle sfide familiari nel rimanere uniti e preservare le proprie radici, anche nei momenti di crisi e disgregazione.

    22,00
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  • I topi ballano

    I topi ballano

    Durante la settimana il gatto è impegnatissimo, così, appena esce di casa, i topi… si scatenano a ritmo di musica! Cosa ballano i topi quando il gatto non c’è? Di tutto, il flamenco, il rock ’n’ roll, la samba con le maracas che fanno ciki ciki, che divertimento! E ogni volta, prima che il gatto torni, si rintanano nei loro nascondigli. Finché un giorno il gatto rientra prima del solito… Età di lettura: da 6 anni.

    Narrativa umoristica (bambini e ragazzi), Io leggo da solo, Primi lettori

    7,90
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  • Aiuto, sono finito nello smartphone!

    Aiuto, sono finito nello smartphone!

    Pigrino vive così incollato al telefono che un giorno ci finisce dentro. Ma laggiù è tutto piatto, senza ombre né profumi, allora Pigrino grida aiuto a squarciagola: riuscirà il valoroso criceto Lancillotto a portarlo in salvo? È atterrata un’astronave? Pigrino non l’ha vista! Il gatto fa muuu? Pigrino non l’ha sentito! Dov’è finito Pigrino? Nello smartphone. Età di lettura: da 5 anni.

    Scienza e tecnologia: argomenti d’interesse generale (bambini e ragazzi), Io leggo da solo, Primi lettori

    7,90
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  • Sipario siciliano. Storie di donne, passioni, segreti, mafia ed eroi senza gloria

    Sipario siciliano. Storie di donne, passioni, segreti, mafia ed eroi senza gloria

    Libro presentato da Antonio Monda nell’ambito dei titoli proposti dagli Amici della domenica al Premio Strega 2025.

    Questo volume vuole essere una sequenza di passioni e di ricordi molto spesso inediti. Qui si intrecciano storie mai viste o sentite, parte di un patrimonio di emozioni che attraversano quasi 70 anni di vicende italiane: mondi che si illuminano e certezze che si spengono. E il racconto si snoda attraverso amori, passioni, riti irrinunciabili, violenze inaudite, diritti calpestati, bagliori rivoluzionari, storie letterarie non sempre scritte eppure raccontate con forza e lirismo. Speranze e violenze si alternano in queste pagine, vita e morte, luce e lutto, come del resto la storia della Sicilia ci ha insegnato in questi anni, ispirando e anticipando spesso scenari che si sono imposti a cavallo di due secoli nel mondo. E che qui vengono raccontati, capovolgendo l’angolo di partenza, illuminando le piccole cose, come un romanzo intimo.

     

    Proposto da Antonio Monda al Premio Strega 2025 con la seguente motivazione:

    «Presento con gioia e calore Sipario Siciliano di Giuseppe Cerasa, edito da Aragno, al Premio Strega 2025. È un memoir che riesce a essere potente e nello stesso tempo delicato, profondo e leggero, locale e universale, dimostrando quanto ha affermato Goethe nella frase scelta dall’autore in esergo: “L’Italia senza la Sicilia non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto”. Sipario Siciliano è anche un vibrante atto di amore per la propria terra che supera l’angoscia per ciò che l’affligge, a cominciare dalla mafia, colorandosi a volte di un’ironia amara e altre di orgoglio. Esemplari in tal senso il capitolo sull’immagine di Corleone e la celebrazione di chi si è rifiutato di chinare la testa, come Placido Rizzotto. Leggendo la rievocazione del quotidiano “L’Ora” mi è venuto spontaneo pensare ai fermenti del New Journalism di Truman Capote e Gay Talese, ma poi, grazie anche alla rievocazione struggente di afrori e sapori, mi sono reso conto che l’unicità di questo libro è nella riuscita mescolanza continua di tragedia e nostalgia, rimpianto e speranza, pessimismo e anelito di rinascita.»

    20,00
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  • Una poco di buono. Sei indagini di Petra Delicado

    Una poco di buono. Sei indagini di Petra Delicado

    Sei storie avvincenti, ambientate tra le luci e le ombre di Barcellona, si intrecciano nella nuova raccolta di Alicia Giménez Bartlett, “Una poco di buono”. Questi racconti vedono protagonisti l’ispettore Petra Delicado e il vice Fermín Garzón, una coppia investigativa tanto insolita quanto irresistibile. Lei, ispettrice tenace e femminista, è l’incarnazione della giustizia. Lui, vice ispettore tradizionalista dal cuore d’oro, è l’anima della squadra. Pur spesso in disaccordo su indagini e visioni del mondo, sono legati da un’amicizia calorosa e, tra battibecchi e momenti esilaranti, affrontano crimini crudi e angoscianti che rivelano il lato più oscuro dell’animo umano. Ogni indagine è un viaggio nel cuore misterioso della capitale catalana: il corpo di una prostituta abbandonato in un pozzo, una giovane studentessa pendolare brutalmente uccisa, un arbitro accoltellato durante una partita, fino al rapimento della stessa Petra. Ogni caso diventa una lente per indagare non solo il crimine, ma anche la società, scoprendo che dietro ogni delitto si cela spesso una storia di dolore e miseria. Con un equilibrio perfetto tra leggerezza e tensione, questi sei racconti uniscono thriller e commedia, regalando ai lettori una lettura stimolante e avvincente.

    16,00
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  • La chiave delle ombre

    La chiave delle ombre

    Nel cuore del Galles, nel 1783, si intrecciano storie di magia, mistero e segreti sepolti, in un racconto che fonde l’atmosfera gotica con la suspense di un thriller. Protagonista di questa storia è Henry Talbot, un giovane medico che accetta di trasferirsi nel remoto villaggio di Meirionydd, dove la lingua locale gli è sconosciuta e la vita è ancora regolata da antiche superstizioni. Poco dopo il suo arrivo, Henry scopre che il suo predecessore è morto in circostanze misteriose e che qualcosa di sinistro si nasconde tra le ombre del villaggio. A turbare ulteriormente la sua ricerca di risposte è un simbolo criptico che appare nei luoghi più strani. Le sue indagini lo portano a entrare in contatto con Linette Tresilian, la signora del maniero, una giovane donna che, pur vivendo circondata da libri di magia, nega ogni connessione con il mondo occulto. Senza più il padre e con una madre sull’orlo della follia, Linette sembra conoscere i segreti più oscuri del villaggio, e si allea con Henry in una pericolosa ricerca della verità. Tra superstizioni e magia, la loro ricerca li porta a svelare verità terribili, unendo i loro destini in modi che non avrebbero mai immaginato. “La chiave delle ombre” è un avvincente mistery storico che unisce sapientemente elementi di mistero, folklore e magia, un’opera imperdibile per gli amanti del genere.

    22,00
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  • Di spalle a questo mondo

    Di spalle a questo mondo

    Libro presentato da Giulia Ciarapica nell’ambito dei titoli proposti dagli Amici della domenica al Premio Strega 2025.

    Se è vero che ogni esistenza viene al mondo per incarnare un dramma, quello di Ferdinando Palasciano e di sua moglie Olga Pavlova Vavilova è tra i più dolenti e irriducibili: è il dramma dell’imperfezione.

    Il pendolo è muto. Ferdinando e io studiamo le grandezze del tempo sprofondate in un orologio fermo. C’è una gioia selvatica in questa stanza. Facciamo gli amanti in ginocchio, uno di fronte all’altra, con l’impulso a prenderci. Ma ci siamo intimiditi nella morte. Io gli dico che sento intorno a me una luce cieca. È uguale a quella delle primavere russe.

    «In questo romanzo fatto di luci e ombre, in cui la storia individuale è sapientemente innestata in quella collettiva, Wanda Marasco raggiunge il culmine assoluto di un affondo nell’umano che da Il genio dell’abbandono non smette di abbagliare e di sorprendere. Ogni frase, ogni parola è sapienza e cura. E la cura – come scrive l’autrice – è quasi tutto». – Elisa Ruotolo

    «In Wanda Marasco colgo almeno due tratti decisivi: la raffinatezza della scrittura, che occupa tutte le gradazioni dei registri linguistici, e lo slancio drammatico portato entro la narrazione, che dà ai personaggi uno stacco e un dinamismo straordinari». – Cesare Segre

    Fin da bambino Ferdinando ha odiato la morte al punto da fare della salvezza la sua ossessione di medico. Ma una vocazione così grande, scontrandosi con le iniquità subite, non può che fallire e trovare casa nella follia. Olga, nella sua infanzia a Rostov, ha dovuto misurarsi proprio con l’alienazione materna, quintessenza di Storia e fragilità. Unico scampo da essa la fuga, frenata da una radice nascosta sotto la neve e dalla zoppia, che diventa destino e comunione con l’imperfetto. Ma si può vivere a un passo dall’ideale? Ferdinando, dal buio della sua ratio opacizzata, continuerà a salvare asini e pupi; mentre Olga, pur guarita dalla scienza e dall’amore di Ferdinando, tornerà a claudicare. Voi non credete che quando ci spezziamo è per sempre? La domanda che Olga rivolge al pittore Edoardo Dalbono è sintesi di una irreparabilità e di una caduta che restano perenni.

    Proposto da Giulia Ciarapica al Premio Strega 2025 con la seguente motivazione:

    «Di spalle a questo mondo di Wanda Marasco (Neri Pozza) è di certo un romanzo ispirato al racconto della vita di Ferdinando Palasciano, primo chirurgo a proclamare il principio di neutralità dei feriti di guerra e che, come quel Vincenzo Gemito che pare consegnargli il testimone, trovò nella follia uno sguardo più lucido sulla realtà. Così com’è anche il romanzo di un’altra protagonista, Olga Pavlova Vavilova, moglie di Palasciano. Ma dire che il romanzo di Marasco si limiti a questo, vorrebbe significare la negazione di un senso più profondo dell’intera storia, fatta innanzitutto di ricerca stilistica più che di trama. Se è vero che la claudicanza di Olga è pronta a trasformarsi in una zoppia universale, che appartiene a noi tutti – uomini e donne di ieri e soprattutto di oggi –, è altrettanto vero che questa claudicanza interiore ha uno scopo principe in questo romanzo, quello di attribuire una verità alla fragilità umana. Marasco parte dal corpo, e in primo luogo quello dei due protagonisti, per far sì che proprio questo strumento umano si trasformi in uno strumento di scrittura, un mezzo attraverso cui l’autrice – con tutta la sua personalità drammaturgica – ci racconta chi siamo stati e cosa continuiamo a essere. Lo fa con una lingua che non ha altri punti di riferimento se non sé stessa, un lavoro di artigiano raffinatissimo che unisce più dimensioni: la lingua di appartenenza, quella delle madri, quella d’origine casalinga (dunque dialettale); quella imparata, con lo studio e la pazienza; e quella della poesia, grazie a cui Marasco, con pochi termini sontuosi e tuttavia terreni, riesce a dare parola e sostanza all’invisibile che rincorriamo ogni giorno.»

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